“Dietro la decisione di Papa Bergoglio ci sono i nostri appelli”. Così spiega il prof. Mangiaracina, presidente ANP, fondatore della società scientifica di Tabaccologia (SITAB) e direttore della rivista omonima. Non ha mai cessato di scrivere missive a Papi e Presidenti della repubblica esortandoli ad agire per contenere e fermare l’olocausto dorato che miete 80mila vittime l’anno in Italia, 600mila in Europa e 7 milioni nel mondo. I Presidenti rispondono in modo formale agli appelli, i Papi non rispondono. Fino a Bergoglio.

L’ultima lettera a Papa Francesco ha la data del 4 luglio scorso. “Le scrivo su questo argomento così come ho fatto in passato con Papa Giovanni Paolo II, che incontrai personalmente durante una udienza della delegazione del primo congresso sull’Alcolismo organizzato da don Mario Picchi, e con Benedetto XVI, senza però ricevere alcuna risposta in merito”. Così comincia Mangiaracina, e prosegue: “Sono certo che la Chiesa, pur avendo avuto, dal VI al VII secolo un ruolo primario con i Gesuiti nell’importare tabacco dal Nuovo Mondo, ora che sono conosciute le piaghe del suo impatto sulla salute e sull’ambiente, possa avere un suo ruolo primario nelle strategie di controllo del tabagismo e dei suoi effetti devastanti sui giovani in particolare”.

Intercalando vari episodi e contatti con la Santa Sede poi propone: “Perciò Le chiedo, Santità, di esortare in modo diretto i giovani a non fumare (per non guastare il tempio dello Spirito Santo) e di riportare tale appello, rivolto a tutti, in documenti ufficiali. Chiedo pure che con l’Accademia pontificia delle scienze si possa organizzare in Vaticano un convegno di alto profilo su “Tabagismo e problemi Fumo-correlati”.

Infine, un po’ di attenzione ai sacerdoti fumatori con una indagine che evidenziasse il problema, e trovare soluzioni in considerazione del fatto che tutte le parrocchie ospitano giovani e i sacerdoti possono contribuire a trasmettere stili di vita sani e salutari.

E così, inaspettatamente e senza smentirsi, il Papa decide per una logica radicale, la migliore possibile, rinunciando a un introito per le casse vaticane di circa venti milioni di euro l’anno per la vendita di un prodotto nella cui confezione sta scritto che “uccide”.

 

Plaudiamo a questa scelta che si contrappone a quella di uno Stato che non tutela i giovanissimi e non promuove scelte di vita salutari, uno Stato per i quale i fumatori rappresentano una mucca da mungere al bisogno e fare cassa rifiutando di accogliere il dettato della ricerca scientifica per la quale il Tabagismo non è “vizio delle bionde”, ma una dipendenza patologica che offende la salute pubblica e l’economia del Paese per il peso delle malattie croniche, respiratorie e cardiovascolari.

Lunedì 15 novembre, dalle 9.30 alle 13, a Genova, nella sala Grecale dei Magazzini del Cotone, ANP presenterà il film “The Answer” prodotto in collaborazione con la Fondazione Il Sangue di Milano e con l’ex Ministro della Salute, prof. Girolamo Sirchia, a una platea di insegnanti e dirigenti scolastici della Liguria per la prevenzione del Tabagismo nelle scuole.


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