Dalla nostra inviata Arianna Urbani

Chi da piccolo non si è lasciato stregare dalle fantastiche avventure di Don Chisciotte della Mancia, il celebre eroe nato dalla penna dello scrittore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra?
La sua lotta contro i mulini a vento scambiati per giganti dalle braccia rotanti è ormai entrata nell’immaginario collettivo.
Non si può parlare di mulini a vento senza pensare ai Paesi Bassi, o Olanda che dir si voglia, quella piccola monarchia che occupa, con poco più di 40mila chilometri quadrati, l’Europa del Nord.
Arrivati ad Amsterdam, capitale di questo straordinario paese, ci si accorge però che di mulini ce ne sono ben pochi e che, per essere ancora più precisi, l’immagine di “Olanda” con la quale siamo cresciuti è lontana da lì.
A soli 20 chilometri dalla seppur splendida ma ormai turistica capitale, si trova tuttavia una ristretta comunità di 40 case circondate da botteghe artigiane e mulini a vento ancora in funzione, dove è possibile trovare quell’atmosfera tipica olandese tanto ricercata. Ci troviamo nell’area di Zaanse Schans.

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Provenendo dalla stazione di Koog-Zaandijk, il tempo di superare una piccola zona industriale con una camminata di neppure dieci minuti, si entra in un mondo di un’altra epoca, dove il tempo sembra essersi fermato. Gli abitanti, alcuni dei quali sfoggiano ancora i tradizionali vestiti olandesi e gli immancabili zoccoli di legno, colorati e decorati a mano, ti guidano entusiasti alla scoperta di una zona in cui natura e uomo vivono in completa armonia.

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Le case sono basse, in legno, sapientemente dipinte con un caldo colore verde. Ogni abitazione è divisa dalla successiva da strisce di terra strappate alle acque dei canali: sono i polder, per la presenza dei quali l’Olanda ha guadagnato la nomina di “Venezia del Nord”. L’odore dell’erba bagnata è a tratti molto forte, ma non disturba, e viene spesso sopraffatta dal profumo di formaggi freschi prodotti a mano; ce ne sono davvero di tutti i tipi e per tutti i gusti: dal formaggio al pesto (verde o rosso) a quelli più piccanti, dai formaggi alle erbe locali a quelli più “commerciali”.

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Ognuno ha un gusto unico, che sa di freschezza. Stesso discorso per i salumi, forse un po’ meno variegati ma sicuramente da provare. Immancabili poi i dolci: i waffel, in particolare, sono venduti in tutti i chioschetti che circondano la zona. Si tratta di un dolce a cialda cotto su doppie piastre roventi, che gli conferiscono il caratteristico aspetto “goffrato”, cioè una superficie a grata. Anche in questo caso l’imbarazzo nella scelta è tanto: ogni visitatore può decidere come riempire il suo waffel, personalizzandolo secondo il proprio palato. Dalla nutella alla cioccolata bianca a diversi sciroppi più o meno tipici, il tutto coronato da cereali o palline di cioccolato, fondente o al latte. Una ricarica energetica che permette di affrontare anche un tempo non sempre troppo favorevoli: trovandoci sui canali, il vento viaggia ad alte velocità, e nonostante il sole non manchi, il freddo non tarda a farsi sentire.

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Ma per vivere a pieno questo tuffo nel passato, come spiega qualche abitante di Zaanse Schans, non deve mancare un giro in bicicletta. Di certo non mancano posti dove poterle affittare, anche solo per un paio d’ore e prezzi sicuramente accessibili; lontano dalla frenesia di Amsterdam, Rotterdam o L’Aia, il giro in bici diventa davvero un must per gustare completamente l’atmosfera fuori tempo della comunità. Un’esperienza dopo la quale tornare alla vita delle grandi città non sarà così semplice e piacevole.


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