A cura di Arianna Urbani

“Tivuli era già rossu quanno Roma era ‘nfasce!” (letteralmente, Tivoli era già nata quando Roma ancora non esisteva) direbbero gli abitanti di Tivoli per introdurci alle bellezze di questa cittadina alle porte della capitale. Anticamente chiamata Tibur, denominata da Virgilio Tibur Superbum (Eneide, Lib. VII), Tivoli si vanta infatti di essere più antica di Roma, con origini che risalirebbero agli aborigeni, secondo quanto narra lo storico Dionigi d’Alicarnasso. Al di là delle leggende, si può oggi affermare con sicurezza che i primi insediamenti tiburtini nacquero sulla riva sinistra del fiume Aniene, prevalentemente sotto forma di accampamenti in cui confluivano le diverse popolazioni in viaggio per la transumanza delle greggi fra l’Agro Romano e l’Abruzzo. Il fatto che l’antica Tibur fosse punto di confluenza è confermato dall’esistenza dell’imponente Santuario di Ercole Vincitore, una delle tante meraviglie presenti nella cittadina. Restaurato nel giugno 2011, il Santuario è dedicato al classico eroe latino divinizzato e vanta resti risalenti al II secolo a.C. Si trattava in origine di una struttura a pianta rettangolare dalle dimensioni impressionanti, costituita da tre parti principali: il teatro, ancora oggi visitabile, che sfruttava il naturale digradare del terreno; una grande piazza con portici, dove l’imperatore Augusto amministrò per lungo tempo la giustizia, e il tempio vero e proprio. D’altra parte l’antica città di Tivoli si identificava col culto di Ercole proprio in virtù della sua posizione strategica e lo venerava sia come dio guerriero che come protettore dei commerci, molto floridi in una “terra di mezzo”.

Villa Adriana Tivoli

Nel IV secolo a.C. Tivoli viene definitivamente sottomessa alla potenza di Roma, diventando, a partire dalla tarda età repubblicana, la sede privilegiata di ricche ville romane. Ne è di certo una testimonianza la celebre Villa di Adriano, del II secolo d.C. Il complesso sorge in realtà nelle immediate vicinanze di Tivoli, nel comune che prende appunto il nome di Villa Adriana. E’ qui che l’imperatore Adriano volle costruire quella che attualmente risulta essere la più grande villa mai appartenuta a un imperatore romano, con un perimetro di circa 3 chilometri e un’area di almeno 120 ettari. La villa doveva comprendere, oltre agli edifici residenziali, anche terme, ninfei, padiglioni e giardini. Nel 1999 Villa Adriana è stata ufficialmente riconosciuta dall’Unesco parte del Patrimonio dell’Umanità. In realtà oggi rimane lo “scheletro” di quello che effettivamente doveva essere la struttura di un tempo: a partire dall’epoca medievale, infatti, la villa è stata oggetto di frenetiche e sistematiche spoliazioni di marmo, reimpiegato in opere di vario tipo presenti in Italia e in tutta Europa.

Villa_d'Este_01

Una villa romana dalla struttura molto simile doveva sorgere anche nell’area dove oggi si trova la rinascimentale Villa d’Este. Fu il cardinale Ippolito II d’Este a volerne fortemente la realizzazione: nominato nel 1550 governatore a vita di Tivoli dal Papa Giulio III, come riconoscenza per il contributo dato alla sua elezione a pontefice, il cardinale scoprì ben presto di dover risiedere in un vecchio e scomodo convento francescano. Ippolito, nella sua Ferrara, era ovviamente abituato a ben altre residenze e, convinto nel non voler cambiare luogo in quanto “l’aria di Tivoli gli giovava”, decise di trasformare il convento nell’attuale villa. I lavori, durati circa 20 anni, hanno dato alla luce lo splendore di cui oggi la cittadina gode. Le fontane, in particolare, costituiscono la vera attrattiva turistica. Impossibile non nominare la Fontana dell’Organo, che suona sfruttando la caduta dell’acqua sulle canne; la Fontana della Rometta che si contrappone, superato il viale delle Cento Fontane, alla Fontana dell’Ovato, testimoniando anche architettonicamente l’eterna rivalità tra le due città. Ricordiamo infine la scenografica Fontana di Nettuno, sicuramente la più ammirata e fotografata dell’intera villa.

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Sempre al XV-XVI secolo risale la Rocca Pia, simbolo indiscusso di Tivoli e situata proprio nel cuore della città. L’edificazione del complesso metteva definitivamente fine a un periodo caratterizzato da forti conflittualità tra partito guelfo e partito ghibellino. Realizzato dunque per scopi puramente strategico-militari, l’edificio in tufo è costituito da quattro torrioni uniti da alti muraglioni, che delimitano lo spazio di un cortile interno, la sola parte attualmente visitabile.
Al 1834 risale invece Villa Gregoriana, allestita per volere di Papa Gregorio XVI e dominata da due templi del III-II secolo a.C. Il tempio di Vesta, in particolare, si erge maestoso tra la natura incontaminata della villa. La sua realizzazione è ancora oggi avvolta nella leggenda: per molti il tempio fu edificato in onore di Tiburno, l’eroe eponimo; per altri, invece sarebbe stato innalzato ad Ercole, dio protettore dell’antica Tibur, o a Vesta, dea del focolare domestico. E’ probabilmente anche il mistero da cui è circondata a rendere la Villa così fuori dal comune: l’estesa area naturale, recuperata dal Fondo Ambientale Italiano dal 2002 al 2005, si trova in una valle scoscesa, detta anticamente «Valle dell’inferno». L’altezza complessiva che il fiume Aniene, che l’attraversa, supera in quella valle è di circa 130 metri. La zona è fortemente consigliata a tutti gli amanti delle passeggiate naturalistiche: si susseguono infatti, creando uno scenario mozzafiato, cascate naturali ed artificiali, anfratti e orridi – fonte di ispirazione per poeti ed artisti.

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Vi proponiamo dunque un’idea per un fine settimana intenso, in una cittadina che può davvero accontentare tutti i gusti, con arte, storia e cultura a soli 20 chilometri dalla maestosa capitale d’Italia.


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