Molte le segnalazioni e le proposte arrivate alla community AISM in occasione del convegno promosso dall’Associazione: “Sclerosi Multipla disabilità e lavoro: l’impegno degli stakeholder per l’attuazione dell’Agenda SM 2020. Spunti affidati alle istituzioni e all’insieme degli stakeholder per concretizzare assieme le priorità dell’Agenda della Sclerosi Multipla 2020.

Le persone con sclerosi multipla, parte attiva e protagonista al convegno di oggi a Roma, hanno chiesto più tutela e rispetto per il diritto al lavoro. Le segnalazioni riguardano le ancora ridotte tutele per le assenze, le difficoltà nel riconoscimento dell’handicap grave, nonché i molteplici casi di demansionamento sino ad arrivare a casi estremi, purtroppo non infrequenti – di licenziamento. Anche in correlazione con l’avanzamento dell’età lavorativa la maggiore difficoltà è nel mantenere un pieno inserimento al lavoro con la trasformazione dell’abilità legata all’evoluzione della patologia in assenza dell’accomodamento ragionevole.  A queste criticità si affiancano esperienze positive frutto anche delle recenti conquiste normative come il part timel’accesso allo smartworkingla sperimentazione di accomodamenti ragionevoli.

Al convegno promosso da AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, hanno partecipato: Maurizio Del Conte, Presidente dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro, Giovanni Berrino, Assessore al Lavoro, trasporti e turismo della Regione Liguria;Pietro Barbieri, Coordinatore Osservatorio Nazionale Convenzione ONU, i rappresentanti dell’Inps, del management, delle parti datoriali e sindacali, le reti dei medici del lavoro, soprattutto le persone con sclerosi multipla. Tutti hanno firmato la Carta dei Diritti AISM, lo strumento attraverso chiunque, coinvolto dalla SM, può riconoscere i propri diritti ed agirli al fine di mettere in atto tutte quelle strategie che servono a superare gli ostacoli quotidiani.

 Molti i temi trattati in particolare è stata presentata un’indagine sui principali contratti collettivi nazionali censiti presso il CNEL. Su 121 CCNL 44 prevedono misure di tutele e di attenzione per la sclerosi multipla. “L’indagine, promossa da AISM, vuole essere uno strumento che viene concepito e messo a disposizione non solo degli addetti ai lavori, ma delle stesse persone con SM, così come del management aziendale e del mondo lavorativo in generale, prima di tutto per dare una rinnovata visibilità alla importante crescita registrata in questi anni della Contrattazione Collettiva su questi temi e favorirne una applicazione sempre più ampia in cui ci si augura possano consolidarsi le buone pratiche e ridursi situazioni di variabilità e difformità riscontrate”. dichiara Paolo Bandiera –Direttore Affari Generali AISM.

 Il lavoro è un’emergenza sociale per moltissimi cittadini e ancora più per chi, come le persone con sclerosi multipla si trova a dover ripensare e riorganizzare la propria condizione di vita e lavorativa in relazione ai mutamenti dettati dalla patologia.

La sclerosi multipla ogni anno conta almeno 3.400 nuove diagnosi, la maggior parte delle quali riguarda giovani che non hanno ancora compiuto trent’annile persone hanno chiesto l’impegno a percorsi di collaborazione comuni, affinché il diritto al lavoro non sia solo una parola ma diventi sempre più realtà.

 “Il lavoro è una precondizione essenziale, rende una persona capace di prendere decisioni, di crescere, di costruire la propria autonomia e dignità.  Le persone non chiedono un assegno che garantisca una sussistenza spesso indignitosa e una vita ai margini della società: vogliono guadagnarsi i propri diritti lavorando. Vogliono dignità.  L’inclusione sociale che le persone con SM e le persone con disabilità chiedono passa proprio da qui – dichiara il Presidente Nazionale AISM Angela Martino –. Oggi siedo a questo tavolo, non solo per testimoniare queste verità, ma per poter fare proposte, per ottenere ascolto per tutte le persone e garantire che il nostro comune percorso di conquiste è appena cominciato”.   

 Entro il 2020 l’Agenda della SM prevede che si debbano promuovere forme di flessibilità e di conciliazione vita, cura e lavoro anche a livello normativo. I servizi per la mediazione e l’orientamento devono essere formati e qualificati per porre in atto percorsi personalizzati di inserimento e di mantenimento al lavoro delle persone con SM. Deve essere assicurata una adeguata valutazione dell’idoneità alla mansione nelle diverse fasi di instaurazione e decorrenza del rapporto di lavoro.

AISM ha assunto da lungo tempo la visione chiara della necessità di un coinvolgimento delle parti sindacali e delle rappresentanze dei datori di lavoro sui temi dell’occupazione e Sclerosi Multipla, arrivando ad attivare uno specifico tavolo di confronto e di lavoro che si è sviluppato negli anni sino a costruire vere e proprie relazioni di partnership, che si sono tradotte in iniziative e azioni concrete.

 A che punto siamo? Alcune importanti conquiste sono state già ottenute – grazie all’impegno di AISM – tra cui il diritto al part-time reversibile per le persone con gravi patologie cronico degenerative e alcuni emendamenti sul lavoro autonomo (legge 22 maggio 2017, n. 81). “In questi ultimi anni si è registrata una decisa accelerazione sia sul piano normativo, con provvedimenti attuativi del Jobs Act che tra l’altro hanno portato a una manutenzione straordinaria della legge 68, sia nel campo delle politiche attive con particolare riferimento alla costituzione di una agenzia unica ( ANPAL) ed alla prevista riorganizzazione nella filiera dei servizi per il collocamento mirato, per la quale si attendono le specifiche linee guida. Ma anche sperimentazioni innovative e modelli aziendali di tipo collaborativo che vedono l’istituzione di disability manager, osservatori aziendali e interventi di accomodamento ragionevole.  In questo quadro di insieme definito dal nuovo programma di azione governativo per l’integrazione delle persone con disabilità, si identificano le priorità di intervento per assicurare l’ effettività del diritto al lavoro per le persone con SM e disabilità, garanzia che passa anche dalla raccolta di dati specifici sul fenomeno e da una nuova cultura della disabilità fatta propria da aziende e colleghi di lavoro”.  conclude Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali AISM.

A proposito dell'autore

Scrivi