Il numero degli italiani che si recano all’estero per sottoporsi agli interventi di chirurgia estetica è in aumento. Complici i costi minori degli interventi estetici eseguiti al di fuori dal nostro paese, gli italiani sembrerebbero sempre più inclini a questa particolare forma di turismo poiché permetterebbe di contenere le spese legate al ritocco estetico.
Ad incoraggiare la diffusione di questa pratica è stato anche un reality show neozelandese, intitolato “Beauty and the beach”, che ha promosso proprio il “viaggio bisturi”, ovvero il viaggio il cui obiettivo è quello di sottoporsi ad un intervento in zone del mondo in cui la chirurgia estetica costa di meno.
Sebbene si stia diffondendo a macchia d’olio in tutta Europa, va detto che si tratta di un fenomeno non privo di rischi: sono in molti a ritenere che con il turismo sanitario si possano prendere i proverbiali due piccioni con una fava (vacanza con intervento annesso), ma attenzione alle conseguenze, che possono essere molto pesanti!

Turismo sanitario: quali sono i maggiori rischi?

Il principale pericolo legato al “bisturi trip” riguarda la possibilità di contrarre patologie gravi come l’Epatite B. Dopotutto, se i costi sono radicalmente inferiori, anche gli standard igienico-sanitari saranno ridotti al minimo. Optando per questa soluzione si sceglie inoltre di rinunciare al rapporto con lo specialista, che generalmente si instaura molto tempo prima dell’intervento e che prosegue nella fase post-operatoria.
Chiaramente, optando per i pacchetti viaggio+intervento, tutto questo è escluso e pertanto sarà improbabile riuscire a ricontattare il chirurgo per eventuali imprevisti.
Al di là di questi aspetti, vi è anche il rischio di non ottenere dall’intervento i risultati sperati. Una delle ragioni che inducono sempre più persone a scegliere di esporre sé stessi ai rischi della chirurgia estetica “low cost” riguarda la volontà di mantenere segreto il “ritocco”, partendo per una semplice vacanza e tornando ringiovaniti.
In realtà, immaginare di godersi una vacanza vera e propria con un intervento nel mezzo è piuttosto surreale, in quanto non esistono interventi di chirurgia plastica che permettano di andare al mare o in un museo dopo 24-48 ore (l’esposizione solare è sconsigliatissima per i successivi 30 giorni). Inoltre, qualsiasi clinica di chirurgia estetica professionale garantisce massima discrezione a tutti i suoi pazienti, per cui non ha senso recarsi all’estero per non farsi “scoprire”.
La crescita del trend del “bisturi trip” è direttamente proporzionale a quella di chi sceglie la chirurgia plastica al posto dello sport per rimettersi in forma. In Italia, nel 2014, circa 1,2 milioni di italiani hanno deciso di ricorrere al bisturi, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Non solo silicone, ma anche trapianti di grasso, ritocchi alle palpebre e interventi alle orecchie sembrerebbero gli interventi più gettonati tra gli italiani.
È possibile inoltre rifarsi il seno, il naso oppure optare per un lifting o per altri trattamenti rivolti al viso e alla pelle in generale. Ma di fronte all’aumento della popolarità del bisturi, occorre migliorare l’informazione riguardante i benefici effettivi e i possibili rischi.
Quando si decide di ricorrere alla chirurgia estetica, è determinante rivolgersi ad un chirurgo che sia competente e affidabile non solo per la riuscita dell’operazione, ma per tutte le varie garanzie che un professionista può fornire.
Il chirurgo estetico non è solo colui che opera il paziente, ma anche che lo guida nella scelta della soluzione estetica più adatta alle sue esigenze e che si mette a disposizione nel delicato periodo post-operatorio.
Prima dell’operazione, è importante interfacciarsi con un chirurgo professionista al fine di ottenere risposte affidabili alle domande più frequenti, che riguardano solitamente l’esecuzione dell’intervento, la tipologia di anestesia impiegata, le tempistiche relative alla degenza e alla convalescenza, i rischi post-operatori ed il costo complessivo. È anche per rispondere alla “fame” di informazione dei pazienti che le cliniche chirurgiche più all’avanguardia pubblicano online tutta la documentazione relativa alle loro metodologie di intervento.
È importante che il paziente che si avvicina per la prima volta al mondo della chirurgia estetica sappia perfettamente a cosa va incontro e scelga il suo specialista anche in base alla capacità o meno di comunicare in modo chiaro ed efficace. Prendiamo ad esempio la pagina di una clinica di Roma in cui vengono eseguiti interventi di chirurgia del seno: in essa si presta molta attenzione non solo agli aspetti tecnico-chirurgici (strumenti, tipi di protesi, anestesia, post-operatorio) ma anche al trattamento che riceveranno le pazienti che si sottoporranno all’operazione. Un ambiente sereno in cui ogni aspetto sia curato può aiutare i pazienti a sentirsi a loro agio e influire sull’operazione. Bisogna valutare con attenzione questi dettagli e non accontentarsi della chirurgia estetica low cost: solo in questo modo sarà possibile minimizzare i rischi legati agli interventi.
Da questo punto di vista, il turismo del bisturi volto a ridurre i costi non rappresenta una valida soluzione. Meglio scegliere medici di comprovata esperienza, ricordando che in Italia queste figure professionali non mancano affatto.


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