Si è conclusa domenica 19 la quarta edizione del Nordic Film Festival presso La Casa del Cinema di Villa Borghese e un leggero soffio di malinconia appannerà questo articolo (vi avverto).

Ho cercato di essere presente ogni giorno ad almeno una proiezione, a partire da giovedì 16 con la rassegna di “Visual Filmmaking/Video Art” a cura del Circolo Scandinavo, presentata dal Direttore Ingo Arnason.
In sala era presente la giovane regista Elina Oikari, con cui ho piacevolmente avuto modo di discutere a proposito dei suoi due cortometraggi: “Pellèas et mèlisande” 2011 (16’) e “Missing Tapes from a Highway Set” 2012 (16’), entrambi onirici, rigati da una malinconia struggente che, almeno per me, l’hanno resa una splendida rappresentante dell’immaginario finlandese.
Elina, che durante le proiezioni è rimasta fuori dalla sala perché “essere presente la fa sentire in ansia”, mi ha spiegato come voglia evolvere il suo percorso verso uno stile più astratto e meno narrativo dei film presentati al festival di quest’anno, e che spera di tornare a farci visita con dei lavori che rappresentino la sua crescita.

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Venerdì è toccato all’atteso western “The Salvation”, scritto e diretto dal regista Kristian Levring: un film dall’aria cupa e noir, in perfetta sintonia con il tema di quest’anno (il genere crime appunto) che racconta la storia del colono Jon, (Mads Mikkelsen) un uomo a cui viene uccisa la moglie e il figlio di soli dieci anni da un delinquente appena uscito di galera, fratello del famigerato capobanda Delarue.
Jon vendica la sua famiglia e lo uccide, scatenando la furia della banda e specialmente del fratello che adesso vuole vedere l’uomo morire davanti ai suoi occhi a tutti i costi. Accanto alla drammatica presenza di Mikkelsen anche la bella e tenebrosa Eva Green.
La pellicola è stata presentata, fuori corso, durante la 67a edizione del festival di Cannes, e nonostante io non sia una grande appassionata del genere, consiglio a molti di vedere questa storia che vi terrà a lungo con il fiato sospeso.

Sabato 18 ho scelto di vedere “Stockholm Stories”, primo lungometraggio della regista Karin Fahlnén che ce lo ha presentato di persona.nordic3

Il film, il titolo stesso lo dice, racconta la vita di cinque persone che vivono a Stoccolma, le cui strade si incrociano producendo una serie di avvenimenti a catena che strappano facilmente un sorriso allo spettatore, persino attraverso la difficile strada del sottotitolo, che spesso complica l’assimilazione (chiamiamola così) della storia per il giusto verso.

La Fahlnén ha raccontato la difficoltà che stava dietro alla costruzione delle singole personalità che fanno da protagoniste nel racconto e soprattutto l’incastro di motivazioni secondo cui queste persone si sarebbero dovute incontrare.
A noi italiani, a me, a primo impatto la storia è parsa un po’ banale: parlare di persone che si incontrano e basta poteva essere scontato.
Questo in sala l’abbiamo pensato in parecchi prima di scoprire che a Stoccolma, il 50% degli appartamenti presenti in città sono abitati da persone singole, e che la solitudine è uno dei più grandi problemi presenti nel paese, motivo di angoscia e depressione.
È stato bello vedere Karin illuminarsi, rivelandoci il suo entusiasmo nello scoprire una città come Roma, dove in ogni angolo si possono trovare centinaia di persone che si scambiano chiacchiere, si conoscono o semplicemente si parlano anche solo per cinque minuti.
Stockholm Stories ti permette al contrario di immergerti in un’altra realtà e di capire come sia poco scontata la continua connessione che si ricrea di giorno in giorno tra le persone e di come spesso, in alcuni posti come la Svezia, c’è chi proprio non aspetta altro di poter dire “piacere di conoscerti!”.
Un film genuino, divertente e tanto originale.

4-3Cambiando completamente genere, domenica ho assistito alla prima proiezione italiana di “NOKAS”, film ambientato nella città norvegese di Stavanger, dove undici uomini armati decidono nel 2004 di rapinanare appunto il “Nokas” (Norwegian Cash Service).
Secondo i piani la rapina doveva durare solo 8 minuti. Per via di difficoltà durante la rapina, si arriva al confronto tra i rapinatori e i poliziotti.
La storia si conclude con l’uccisione del poliziotto Arne Sigve Klungland e con la fuga dei rapinatori con una somma di 57,4 milioni di corone (circa otto milioni di euro).
La tragedia è stata il più grande avvenimento drammatico accaduto in Norvegia fino al 22 luglio del 2011 con gli attentati di Oslo e Utøya.
La toccante pellicola è stata introdotta dallo sceneggiatore Christopher Grøndahl che ci ha raccontato dettagliatamente il suo lavoro di ricerca avvenuto prima della stesura del film, dei suoi viaggi nelle carceri dove sono detenuti i reali rapinatori della banca e del suo incontro con tutte le persone che sono state poi trasposte cinematograficamente nella storia.
Durante questo duro lavoro, sia lo sceneggiatore che il regista, si sono resi conto dell’estrema difficoltà che risiedeva nello sradicare la storia da una sorta di denuncia nei confronti dell’impreparazione delle forze operative di polizia, con il conseguente taglio di diverse scene che riguardavano questo argomento.
Col senno di poi però, c’è stato un forte pentimento nell’abnegazione di questi dettagli, poiché come ha raccontato Grøndahl, problematiche simili si sono presentate anche ad Utøya.
Il film mantiene comunque un alto livello di conformità con la realtà e conserva a mio avviso un timbro di contestazione.
Mi auguro che presto verrà avviata la distribuzione di questo film in Italia così che anche gli italiani possano capire che le mancanze, l’incoerenza e l’imprecisione possono piantare le proprie radici in ogni paese, non solo nel nostro (come ci fanno credere).

Le sale sono state spesso affollate e gli eventi sono stati piacevolmente stracolmi, ma mi auguro che l’anno prossimo questo festival riesca ad ampliarsi ancora di più perché lo merita davvero, quindi preparatevi per il 2016.
Per chi invece non volesse attendere la prossima edizione, il festival continua alla cineteca di Bologna il 25 e il 26 aprile, dove potrete vedere (o rivedere) film come “The keeper of lost causes”, “Pioneer” (Sabato) e “The hour of the Lynx” (Domenica).

Su questo sito potrete leggere il programma dettagliato delle proiezioni:

http://www.cinetecadibologna.it/nordic/ev/programmazione

Se invece preferite leggere i resoconti delle mie avventure nel mondo del cinema allora visitate il mio sito: The Director’s Cut


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