Rieccoci all’appuntamento settimanale della rubrica senza pensieri!
Oggi volevo parlare della “magia” che si avverte nei primi tempi quando ci si trova in un paese straniero.

Generalmente quando qualcuno si trasferisce da un posto lontano e si deve adattare ad una cultura diversa dalla sua, ad un certo modo di vivere, a delle nuove usanze ed abitudini, è normale che prima o poi cominci a paragonare quello che aveva e viveva nella sua terra di origine con quello che ha e con la quotidianità che nel nuovo paese… e presto o tardi ci si trova a paragonare la gente con la quale si viveva prima a quella con la quale si vive poi nel paese “nuovo”.

Nei primi tempi è tutta una scoperta. Non c’è tempo per focalizzare l’attenzione su dubbi o spiacevolezze.
Il profumo della novità nasconde ciò che gli occhi non vorrebbero vedere e allora tutto sembra bellissimo, tutto è nuovo, tutto è giustificabile.
Così non ci si accorge quando il bus è in ritardo, anche se sono venti minuti che aspetti sotto la pioggia, non ci si accorge della gente che ti guarda storto perché pensi si siano solo svegliati di cattivo umore.
Non ci si accorge neppure di chi ti salta davanti mentre fai la fila al supermercato perché ti fa piacere fare qualcosa di buono nel paese dove tutti sembrano cosi gentili e disponibili, né badi alla sporcizia nelle strade o agli ubriachi perché pensi siano solo dei ragazzini in festa, tanto meno stai lì a guardare tutti i soldi spesi in cazzate che però improvvisamente in Inghilterra sembrano essenziali per vivere e giustissime, mica dei furti legalizzati.

E così si resta ciechi per i primi mesi o anni e poi piano piano la magia svanisce e ci si rende conto che le fiabe non esistono e che anche nel paese da sempre sognato e idealizzato ci sono gli uomini neri, gli orchi e i famigerati antagonisti che qui in UK, come in tutti gli altri paesi del mondo, esistono.
Anche in UK, infatti, esistono i furbetti, esistono gli ubriaconi, i truffatori, esistono i razzisti e coloro i quali non hanno alcun rispetto per il funzionante e super democratico sistema inglese.

E proprio in quel momento si torna alla realtà, alla vita vera: la vita dello “straniero” non è facile, non è esattamente quella immaginata nei racconti degli amici che tornavano da un viaggio estivo nella mitica e scintillante Londra.
La vita in UK non corrisponde ad una proiezione interminabile di una vacanza.
No, purtroppo no!


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