A differenza di quanto comunemente si crede, non esiste un solo modo di meditare. Anche la televisione infatti riporta costantemente l’immagine di una donna a gambe incrociare che continua a ripetere ommmm, in realtà si sono innumerevoli modi per concentrarsi e meditare. Ognuno di essi valido e approfondito da secoli si sperimentazioni e studi. È sbagliato anche pensare che sia solo l’Oriente la culla delle pratiche meditative. La meditazione infatti è praticata in Europa da secoli, tanto da aver dato vita nel corso del tempo a correnti religiose mistiche come quella dell’Esicasmo. Un’altra idea sbagliata ma piuttosto radicata e che per meditare occorra aderire a un credo religioso.
Ciò può anche essere vero per alcune pratiche ma non certo per tutte.

E ora passiamo a rispondere a qualche domanda sulla meditazione.

Esiste una tecnica di meditazione migliore delle altre?
La risposta è no dato che medici e ricercatori hanno dimostrato che ogni tecnica ha i suoi effetti positivi.

Cos’è la meditazione?
Si tratta di una tecnica mentale che può presupporre la concentrazione su oggetti, immagini, pensieri oppure la contemplazione degli stessi in modo passivo, o ancora la ripetizione di un mantra per svuotare la mente da ogni pensiero. Non esiste uno scopo unico per meditare. Questo può essere di tipo filosofico, religioso o semplicemente per ricercare equilibrio e benessere psicofisico.

Ma quali sono gli effetti della meditazione?
Tra gli effetti positivi più noti si registrano sicuramente: una diminuzione dell’ansia, dell’ipertensione, dell’insonnia, in generale dell’insoddisfazione, delle emicranie. Inoltre la pratica porterebbe anche ad avere più lucidità e chiarezza mentale, energia, creatività, autostima, ma anche un miglior modo di rapportarsi agli altri e un migliore funzionamento dei sistemi fisiologici.

Come funziona la meditazione?
Prima di tutto rallenta l’attività elettrica del cervello, che passa dallo stato di veglia a quello di rilassamento, fino ad arrivare ad un livello di rilassamento profondo. Il corpo entra così in uno stato idoneo a rigenerarsi. Inoltre i due emisferi cerebrali si sincronizzano, permettendo al cervello di funzionare al meglio delle sue potenzialità.

A cura di Fabio Meardi


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