Antica quanto il tempo, la psicologia indovedica, ha nel suo approccio tutta la sua priorità connessa alla valutazione del “soggetto” nella sua totalità:

1-Corpo
2-Mente
3-Spirito

La psicologia “moderna” o se vogliamo “occidentale” studia e applica le varie modalità di intervento concentrandosi sull’oggetto da curare, focalizzandosi sul problema su cui intervenire.
Va detto che molti passi avanti ha fatto la psicologia occidentale che possiamo suddividere in tre categorie:

1-Junghiana
2-Frankliana
3-Steineriana

dove la dimensione spirituale dell’essere umano viene non solo accettata ma anche messa in risalto e la considera come il vero luogo interiore.

La psicologia “classica” mirava dritto alla “scienza del comportamento”, quindi notevoli evoluzioni si sono presentate , e un nuovo modo di concepire “l’uomo” si è sviluppato nel tempo nella psicologia moderna.

Quando Freud presentò il suo concetto di “inconscio”, tra l’altro, venne quasi etichettato come pazzo.
5000 anni prima, attraverso i “Veda”, i quattro testi sacri attinenti alla coscienza e alla conoscenza quali:

1-Rigveda
2-Yajurveda
3-Samaveda
4-Atharvaveda

già dettavano un preciso campo mentale: il Karmashaya

che letteralmente significa deposito di semi karmici, l’inconscio di Freud.
Nella psicologia indovedica, come enunciato all’inizio, spazia a 360° per tutto ciò che comporta l’essere umano.

Tale scienza si sposa perfettamente con quanto concerne quel dono che l’essere umano ha da sempre e per sempre a disposizione, quello che a me piace sottolineare e concepire come il “Mondo Ayurvedico” che trova ampi spazi in quella totalità di intervento psico-somatico e/o somato-psichico. Jung attinse molto dai testi Vedici.

Era un vero fruitore dei testi sacri indiani, a tal punto che si narra che creò un suo spazio sacro, il suo Ashram personale, dove poteva accedervi soltanto la sua cameriera per le pulizie.
Ciò che intendo sottolineare , come messaggio a voi lettori, è semplice:
quanto la psicologia “occidentale” ha prodotto fino ad oggi, nella psicologia “indovedica” già si enunciava migliaia di anni prima con una netta quanto chiara precisione e dovizia di particolari, ove l’essere umano usufruiva delle molteplicità dell’antica saggezza dei veda.

Non è una corsa a chi è arrivato prima o chi ha tolto il posto a chi, né vuole essere o diventare un rompicapo del tipo … chi è nato prima l’uovo o la gallina? Niente di tutto ciò!

Va dato atto che l’antica disciplina “orientale” nasce molto prima degli enunciati e delle teorie occidentali e che grazie ad una miriade quanto inimmaginabile “fonte di fonti”, non possiamo che asserire che tale psicologia abbia fatto da spartiacque per “nuove illuminazioni” tra l’800’ ed il 900’per gli studiosi della psiche umana, soprattutto, per quegli uomini di scienza che a tutt’oggi vengono erroneamente considerati i padri fondatori della psicologia.

Dr. Fabio Angeloni
Ph.D Psicology Indovedic
Ayurvedic Specialty


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