All’inizio era il volo degli uccelli.
Poi vennero le sibille che con i loro balli erano capaci di entrare in contatto con le divinità e tramite esse, di scrutare il futuro. In seguito fu la volta di  indovini, druidi con le loro rune, fino ad arrivare ai sedicenti maghi in grado di leggere i fondi di caffè o tè e alle cartomanti in grado di leggere invece i tarocchi e le carte comuni. Pur essendo stati indicati nel corso delle epoche con epiteti diversi, tutte le figure cui si è accennato possiedono una caratteristica comune: quella di possedere capacità soprannaturali. Tutti in grado di rivelare il futuro o scoprire lati torbidi del presente di chi li interroga. Ma è realmente possibile prevedere il futuro? Sappiamo che il grande scrittore di fantascienza Isaac Asimov, che a tempo perso era anche un biochimico, studioso e divulgatore di materie quali la fisica e la chimica, in uno dei suoi cicli letterari più famosi ipotizza la creazione di una dottrina scientifica chiamata psicostoria: una scienza che con l’utilizzo statistico della teoria probabilistica permetteva di poter leggere il futuro. Qualcosa di irrealizzabile forse, destinato a rimanere un costrutto letterario, ma che effettivamente è l’obiettivo di numerosi approcci di ricerca. Ad esempio, se tornate indietro con la memoria all’inizio del celebre film Ghostbusters, rammenterete il dr. Peter Venkman, impersonato da Bill Murray, condurre un sadico esperimento a base di carte da gioco e scosse elettriche su due allievi. In pratica il sedicente dottore tenendo una carta girata davanti a uno dei due studenti gli chiedeva di indovinarne il simbolo raffigurato e se, naturalmente, lo studente sbagliava allora lo puniva con una scossa elettrica ad alto voltaggio. Ecco, sappiate che quel tipo di esperimenti non è solo il frutto della mente perversa di uno sceneggiatore hollywoodiano ma la rappresentazione in chiave comica, del tipico studio condotto in numerose università americane sin dagli anni ’80 per valutare le potenzialità “paranormali” dell’individuo medio. L’ultimo in ordine di tempo, che però sembra più degli altri destinato a scuotere il mondo scientifico, risale a qualche mese fa ed è stato condotto da un manipolo di ricercatori della Cornell University di Ithaca, nello Stato di New York.
In pratica il professor Daryl Bem, e il suo staff, avrebbero dimostrato empiricamente, e con una mole di prove tale da dare alle conclusioni emerse il valore della scientificità, che sia possibile prevedere il futuro. Secondo l’esimio professore, che ha condotto ben 9 esperimenti su oltre mille studenti dell’università presso cui insegna, nell’uomo sarebbe insita la capacità di vedere al di là del proprio presente. Per capirlo, l’equipe ha posto i soggetti scelti dinanzi a dei processi decisionali ribaltati, dimostrando che a volte un comportamento conseguente a una causa avviene prima della causa che lo genera.
Concetto in apparenza complicato ma non molto se per capirlo si utilizza l’esempio adeguato. Prendiamo il fenomeno psicologico chiamato priming affettivo. Di solito una persona si trova davanti a uno schermo su cui passano delle parole seguite da delle immagini su cui il soggetto deve esprimere un parere usando i termini “piacevole” o “non piacevole”. Si è notato che se a passare davanti agli occhi del soggetto è una parola che esprime il contrario dell’immagine che la segue (parola “bello” seguito da una brutta immagine) questi avrà più difficoltà a esprimere un giudizio. Ebbene Bem ha dimostrato che se proviamo a ribaltare l’esperimento e si fa osservare a un individuo inizialmente l’immagine chiedendogli di esprimere il suo parere prima di mostrargli anche la parola, egli impiegherà più tempo negli stessi casi in cui immagine e parola non corrispondono ma senza conoscere in anticipo quale parola seguirà il suo giudizio. Insomma: una premonizione.
Potere dell’autosuggestione in coloro che erano sottoposti all’esperimento? Forzatura dei dati ottenuti? Ancora non lo sappiamo, quello di cui siamo sicuri è che una buona percentuale dei nostri conterranei crede nelle facoltà divinatorie di maghi e cartomanti dato che in Italia questi sono oltre 155.000 per un giro d’affari di oltre 6 miliardi di euro l’anno. Cifre mostruose e probabilmente ben inferiori a quelle che i clienti vogliono guadagnare, magari ottenendo da loro il suggerimento sul numero giusto da giocare al lotto. Ma pensare che a ricorrere alla magia e a simili “professionisti del settore” sia solo chi ha bisogno di denaro sarebbe un errore. A volte muovere una persona è la speranza di sapere che il proprio futuro sarà migliore del presente, che i propri cari saranno in buona salute, la rassicurazione che la persona che si ama non ci tradisce o, se ancora non è nella nostra vita, che prima o poi si innamorerà di noi. Quale che sia il motivo che spinge a farlo, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo in cui spesso si ha difficoltà anche ad arrivare a fine mese, pagare una consulenza a un cartomante a volte può rasserenare una giornata perché le risposte che si otterranno, e non abbiamo bisogno di avere poteri straordinari per affermarlo, saranno esattamente quelle che desideriamo ricevere.


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