Editore:  Il Mulino
Anno edizione: 2014
Pagine: 141 p.
Autore: Salvatore Natoli
Genere: Narrativa
Nel corso degli anni la parola perseveranza sembra essere scomparsa o addirittura sostituita con altri sinonimi, come rigidità o testardaggine. Ma esattamente cosa vuol dire perseverare?  In una società “liquida” detta alla baumiana, caratterizzata dalla mobilità e dal cambiamento è difficile rimanere saldi e fedeli alle proprie convinzioni. Resistere in mondo che si muove velocemente e che ti rema contro, è un bello sforzo. Dunque è più facile abbandonare una cosa svantaggiosa per noi per buttarsi immediatamente in un’altra più conveniente; ma spesso noi abbandoniamo a prescindere, senza neanche averci provato.  << D’ altra parte solo chi persevera ha cognizione della realtà e perciò è nelle condizioni di coltivare ragionevoli speranze >> (cfr.P. Rossi,Speranze, Bologna, Il Mulino,2008).
Salvatore Natoli attraverso questo saggio, vuole portare alla luce di nuovo questa virtù dimenticata, proprio perchè viviamo in una società dove ogni giorno ci troviamo ad affrontare difficoltà di ogni genere: dal lavoro che non c’è, alle relazioni interpersonali che diventano sempre più sfuggenti. Dunque è importante rimanere saldi nella propria posizione, non essere impazienti ma longanimi, costruire un sé capace di non piegarsi. Un noto slogan diceva “perseverare è diabolico”… Direi proprio di no. Perseverare è combattere l’accidia, dare significato al dolore e vivere attivamente, cercando di perseguire un ideale o un obbiettivo.

A proposito dell'autore

Amante dei libri, dei viaggi, con una buona dose di curiosità!

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