Di Giulia Sofia Arduini

Quello che l’Italia ricorderà degli Oscar di quest’anno sarà la vittoria di Sorrentino.
Quello che il mondo ricorderà degli Oscar di quest’anno sarà il maxi selfie di Ellen Degeneres, che ha scalzato la foto di Obama post-rielezione nel podio degli scatti più retwittati nella storia del web.
Quello che io ricorderò degli Oscar di quest’anno saranno lo shatush Sfumato n.4 L’Oreal Paris di Jared Leto e i calzoncini di Pharrell Williams da ragazzo balilla nel giorno della sua prima comunione.
Per il resto, tra un infelice Leonardo di Caprio dall’occhione umido di lacrime inespresse e l’ennesima caduta di Jennifer Lawrence, la serata più patinata dell’anno è passata nella sobrietà più assoluta, lasciando a bocca asciutta chi, come noi, non vedeva l’ora di lanciare anatemi a tutto spiano sullo spirito trash dei divi americani.
Che fine hanno fatto le cofane cotonate, i gioielli da ballo di fine anno, i vestiti da degenerate parenti delle Winx a cui ci hanno abituato le regine del malvestitismo d’autore (Jennifer Lopez fra tutte)?
Sarà che le star di Hollywood hanno finalmente imparato a vestirsi?
Tranquilli, no. Seppur sobri, gli outfits di quest’anno non spiccano certo per la capacità di esaltare le doti dei rispettivi possessori, e l’impressione che se ne trae è quella di una serata un po’ loffia dal punto di vista del glamour. Grande assente sul red carpet è stata infatti la voglia di osare, che pure in passato aveva regalato visibilità a tante celebrità ottenebrate da periodi di appannamento lavorativo.
Non è certo il caso della sempre raffinatissima Cate Blanchett, che, vestita per l’evento da Armani Privé, rischia di svanire in un luminoso monocromo fatto di paillettes ed imprecisate appliques disseminate qua e là in maniera scriteriata.
Abituata a fasi alterne di coattume ed eleganza regale, Penelope Cruz si presenta quest’anno in un abito di Giambattista Valli, ennesima rivisitazione sbiadita del tema impero, questa volta impreziosito da un fiocco nero decisamente fuori luogo.

Jessica Biel indossa un vestito Chanel Couture a metà fra l’effetto bava di lumaca e quello “statua di ghiaccio”. Persino i gioielli sembrano usciti da Frozen. Brrr.
Decisamente meno eterea la giovanissima Jennifer Lawrence, che in un accesissimo Christian Dior Couture porta un po’ di colore alla serata. Personalmente non ho molto apprezzato le balze laterali appese in vita, abusatissime nel variegato mondo dei vestiti tarocchi. Poco riuscito l’abbinamento diamanti/plexiglass della collana Neil Lane, che fa subito gioiello plasticotto.
Elegantissima ma leggermente funerea la candidata all’Oscar per Gravity Sandra Bullock, in un abito blu come le profondità dello spazio firmato da Alexander McQueen.
Kerry Washington, in dolce attesa, osa indossare un abito a sacco firmato Jason Wu, impreziosito da un misero spacchetto laterale. L’impressione che dà è quella di una che è appena stata a farsi un’ecografia ed è scappata con il lenzuolo dell’ospedale addosso.
Lineare e minimal la dolce Amy Adams, vestita per l’occasione da Gucci Premiere. Gli orecchini Tiffany & Co. sembrano essere stati appena trafugati dal tesoro di San Gennaro, ma nel complesso danno un tocco più sfarzoso ad un abito dal taglio altrimenti fin troppo netto.
Look total black per Charlize Teron, in un Christian Dior dalle spalline indecifrabili. Sembrano di plastica trasparente ma sono color carne, e sinceramente non so cosa è peggio.
Meryl Streep è la mamma che tutti vorremmo avere e qui, vestita da Lanvin, sembra un’impiegata alla festa di capodanno dell’ufficio. Questo fa capire che da Miranda Priestly non ha imparato proprio niente, neanche l’ incomparabile tono della tinta per capelli.
Sobria fino ai limiti dell’inaccettabile anche Lady Gaga (quella che, ricordiamo, fino ad un annetto fa andava vestita di prosciutti e quarti di bue), in un abito firmato Atelier Versace che rilegge in chiave futuristica il tema “Decorazione musiva di epoca bizantina”.

Totalmente sbarellata invece Liza Minelli, paludata in una disastrosa colata di blu firmata Halston Vintage abbinata al ciuffo. Disastrosa ed imperdonabile anche la scelta di non indossare il reggiseno.
Julia Roberts è una che per me sta invecchiando malissimo: capelli stopposi, rughe in ogni dove e una bocca a ciabatta sempre più larga; la scelta dell’abito Givenchy Couture non proprio valorizzante per la linea (pure quella dà segni di cedimento) non aiuta.
Stranamente sottotono anche Anne Hataway, che, incastrata in un abito Gucci dalla gonna fin troppo stretta, esibisce un corpetto simil-armatura da Giovanna d’Arco degli Academy Awards.
Immancabile Angelina Jolie, che, anni luce dopo essersi presentata sul palco vestita come una sposa di Dracula, fa dimenticare gli scivoloni del passato in un elegantissimo Elie Saab Couture sui toni dell’argento.
Stesso stilista anche per P!nk, chiamata sul palco a celebrare il 75esimo anniversario del Mago di Oz in una spettacolare interpretazione di Somewhere Over the Rainbow (canzone tristemente passata alla storia come il più grande strazio per un cliente Tim). ll vestito? Naturalmente rosso, come le amatissime scarpette di Dorothy.
Immancabile come ogni anno la simpaticona che si veste da statuetta umana: quest’anno il compito di portare avanti lo stendardo della creatività è spettato alla semisconosciuta star del musical Kristen Chenoweth, in un abito firmato Roberto Cavalli.
Per concludere, la vera vincitrice della serata: la luminosissima Lupita Nyong’o, Oscar come migliore attrice non protagonista. L’abito firmato Prada la rende delicata ed eterea come la spuma di mare. Quante altre donne sarebbero capaci di indossare una scollatura tanto profonda senza sembrare delle villane?


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