E’ la crasi di ‘Aging in Harmony’ che significa longevità in salute e nel pieno delle proprie facoltà mentali, cognitive ed emotive. Una lunga vita è auspicabile quanto più sia libera da malattie, cronicità, disabilità di ogni tipo. E per diffondere quella che è una vera cultura del benessere si sono coalizzati specialisti di eterogenea estrazione: nutrizionisti, cardiologici, medici e psicologi dello sport accomunati dall’imperativo assoluto di combattere le bufale e le fake news che affollano questi settori dell’informazione.

 

Perché, come sottolineato anche dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità, invecchiare è un privilegio e una meta ma anche una sfida.

“E’ un argomento che dovrebbe essere ai primi posti delle agende politiche visto che siamo nel pieno di una singolare ‘rivoluzione demografica’ in cui gli anziani stanno superando il numero dei giovani e il bilancio dei nuovi nati è negativo” spiega il dottor Massimo Spattini Specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport, Certified in Anti-Aging & Regenerative Medicine (ABAARM – USA) e Direttore Scientifico del Portale Agemony.com.

 

Basta leggere le statistiche: nel 2000 gli over 60 erano 600 milioni nel 2000, saranno 1,2 miliardi nel 2025 e 2 miliardi nel 2050. Inoltre la smaccata longevità del sesso femminile sta delineando un rapporto di 2 a 1 a favore delle donne anziane.

 

La situazione in termini di salute però non è rosea: un anziano su 4 ‘vanta’ una malattia cronica mentre il 23,7% ha più di una patologia che ‘assorbe’ il 55% delle visite dal medico generico. Mentre gli over 65 con disabilità sono due milioni e mezzo di cui 1.8 milioni gravi e 270mila ospiti di strutture. La loro è una vita che spesso è sinonimo di emarginazione e abbandono: solo il 45% vede gli amici una volta a settimana e solo il 2% va al cinema o a teatro (dati Istat).

 

Eppure la piena autosufficienza nella terza, quarta e quinta età si potrebbe ottenere con una strategica prevenzione di molte malattie: “se ci pensiamo bene iniziamo ad invecchiare sin dalla nascita” sorride Spattini “e da quel momento, anzi, sin dalla vita intrauterina, iniziamo a gettare le basi della nostra salute futura. Agemony vuole gettare le basi di una cultura per la nascita di una nuova generazione di ‘baby boomers’ che vogliamo chiamare i ‘successful boomers’ richiamandoci al concetto anglosassone di ‘successful aging’. Per farlo possiamo utilizzare le conoscenze di una (relativamente) nuova branca di conoscenze, l’epigenetica. Si tratta dello studio dei fattori ambientali (interni ed esterni all’organismo) che è in grado di interferire sul DNA. Come? Si è scoperto che alcuni fattori possono ‘attivare’ o ‘disattivare’ sia i geni buoni, protettivi, che quelli che determinano le malattie. E usando queste conoscenze possiamo gestire quelli a noi più favorevoli (i). Questo complesso di conoscenze è il fulcro della medicina anti-aging e ad questi cambiamenti è dovuto il 70% dei cambiamenti del nostro organismo”.

 

“E’ in parte ciò che spiega perché di 2 gemelli che quindi hanno lo stesso DNA e che vivono magari in due continenti diversi, uno può diventare obeso e sviluppare una malattia cardiovascolare e l’altro essere magro e avere ad esempio un disturbo dell’umore. Pur venendo al mondo con lo stesso patrimonio genetico (il ‘genotipo’) è l’ambiente che ci rende diversi e modella il nostro ‘fenotipo’” aggiunge il Dottor Gianfranco Beltrami Vice Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana.

L’ epigenetica agisce sulla traduzione delle istruzioni genetiche nelle proteine corrispondenti.  E anche piccole modificazioni chimiche della cromatina possono avere grandi effetti. Volendo semplificare al massimo i meccanismi sono principalmente due: l’aggiunta di gruppi acetilici (acetilazione) alla impalcatura proteica del DNA (istoni) migliora la trascrizione. Al contrario, l’aggiunta di gruppi metilici (metilazione) in alcune regioni regolatrici dello stesso DNA altera in negativo la trascrizione del gene. Queste modificazioni avvengono dalla nascita e continuano ad avere effetti per tutta la vita.

Modificazioni epigenetiche possono verificarsi in risposta a stimoli ambientali, tra cui uno dei più importanti è la dieta, ma agiscono anche ormoni, uso di alcol, abitudine al fumo e ovviamente l’esercizio fisico.

 

“Molti componenti alimentari hanno la potenzialità di causare cambiamenti epigenetici nell’uomo” prosegue il Dottor Spattini “Ad esempio, i broccoli e altre verdure crocifere contengono isotiocianati, che sono in grado di aumentare l’acetilazione degli istoni. La soia, contiene genisteina, un isoflavone, sospettato di diminuire la metilazione del DNA in alcuni geni. Un polifenolo trovato nel tè verde, epigallocatechina-3- gallato, ha molte attività biologiche, tra cui l’inibizione della metilazione del DNA e questo ne spiega l’effetto protettivo su numerose malattie. La curcumina, un composto presente nella curcuma (Curcuma longa), può avere più effetti sull’ attivazione dei gene, perché inibisce la metilazione del DNA, e allo stesso tempo modula l’acetilazione degli istoni”.

 

Alcuni studi hanno mostrato che dopo l’attività fisica si verificano fenomeni di metilazione sia a livello del tessuto adiposo che di quello muscolare a carico di ben 197 geni diversi.

 

 

  • La definizione più corretta è lo studio dei fattori che determinano cambiamenti stabili ed ereditabili (ma reversibili) nel funzionamento dei geni (tecnicamente ‘espressione’) senza cambiamenti nella sequenza originale del DNA.

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