di Miriam Panicali
Foto: Solimeno

Spopolano i molteplici effetti illuminanti delle nuove tecniche di decolorazione. Si sente parlare non più solo di meches ma di shatush, balayage, ect. Poniamo però l’accento sulla salute del capello, sempre.
Impariamo a conoscere gli ingredienti contenuti nelle formulazioni ed il loro corretto utilizzo.
Anticamente i romani usavano decolarare i capelli con l’utilizzo di un infuso di Flores Camomillae.
Dal 1867 il profumiere Thielley ed il parrucchiere Hugo presentarono all’esposizione mondiale di Parigi una composizione al 3% di perossido di idrogeno.
Da li verranno aggiunti i rafforzatori di ossigenazione, gli alcalinizzanti, con lo scopo di rigonfiare le cuticole del fusto del capello per ottimizzare la penetrazione dei componenti, i tamponi, per creare una brusca curva del PH, tensioattivi, per una migliore pettinabilita del prodotto, addensanti, come la silice e sbiancanti ottici per evitare la tendenza al giallo.

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La tecnica che personalmente preferisco di gran lunga per creare le meches prevede l’utilizzo di uno strumento chiamato “Clava”  inventato da mio padre Oscar Panicali negli anni ottanta e contemporaneamente brevettata da altri.
Originariamente era semplicemente un pettine grande a cui erano stati rotti alcuni denti riempiendo i restanti col decolorante da passare poi sulle ciocche.
Con tale tecnica si possono creare strie decolorate molto sottili e diffuse in tutta la testa. Mirate in punti precisi , come per esempio sui capelli bianchi.
La si può usare anche in estate.
Il post decolorazione è comunque importantissimo e non da sottovalutare poiché i capelli vanno protetti poi dal phon e dalla piastra ma anche dal sole e dal sale con apposite protezioni, io preferisco sempre quelle a base di olio di argan o cheratina.

Se desiderate provare l’esclusiva tecnica descritta nella tecnica, non vi resta che andare da:
Oscar Estetica di Panicali Oscar
Via Dante , 6
58015 Orbetello, Grosseto


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