Carissimi lettori della rubrica senza pensieri benvenuti!

Oggi voglio trattare un tema molto pratico.
Tre anni fa circa partii in quel di Londra senza alcun lavoro ma con qualche appuntamento nell’agenda per “first interviews”.
Niente di certo dunque, ma certamente qualche speranza in più di inserirsi nel mondo del lavoro inglese. Oggi si respira un’aria un po’ diversa.
So per certo che trovar lavoro ora non è per nulla semplice e che c’è chi in vista delle future elezioni parla di “chiusura delle frontiere”, di “xenofobia”, di “cambiamento del regno per colpa degli immigranti”, ecc, ecc.
Quello di cui io mi occupo è qualcosa di molto specifico.
Lavoro come consulente per compagnie petrolifere, come l’ENI per intenderci.
Sono in grado di capire l’età di una roccia osservando al microscopio degli organismi fossili contenuti in ciò che resta del sedimento disciolto in acidi previo trattamento.
Per me trovare un lavoro non è stato facile, ma nemmeno difficile devo ammettere.
Ad ogni modo ora mi calo nei panni di chi vuol trovare un lavoro meno settoriale oggi e deve affrontare un colloquio.

Affrontare il colloquio
Non sempre è facile affrontare un colloquio, soprattutto se non si è di madre lingua inglese e si ha la sensazione di sentirsi inadeguati.
Ricordo inoltre che non solo l’Inghilterra, ma anche la Germania, l’Olanda ed altri paesi del Nord Europa offrono numerose posizioni per lavori delle più disparate categorie da customer carers alle vendite, dal catering all’house keeping e i colloqui sono ovviamente in lingua inglese.
Ci sono colloqui brevi o colloqui di più di un’ora, colloqui frontali con un solo esaminatore o colloqui più terrorizzanti intorno ad una tavola rotonda di tecnici ed esaminatori di varia natura.
Ma vediamo subito come si articola il primo colloquio.
Qui di seguito riporterò una piccola guida con consigli su come ragionare e rispondere.
I punti che normalmente si affrontano in questo tipo di interviews (colloqui) sono:

1. Una chiacchierata informale per sapere chi siete, da dove venite, le vostre esperienze precedenti e per quale motivo pensate di meritare quel determinato posto di lavoro;
2. Le vostre capacità nel lavoro in un team (gruppo);
3. Le vostre principali skills (conoscenze tecniche);
4. Le vostre abilità di lavorare con ritmi serrati;
5. La vostra capacità di risolvere problemi (problem solving);
6. La vostra abilità nell’apprendere cose nuove.

La parte iniziale di un colloquio di lavoro è molto importante poiché la prima impressione conta sempre molto.
Bisogna dimostrare di saper gestire l’emozione, e dimostrare di avere molta esperienza. E qui vi dirò una cosa fondamentale: al colloquio va sempre detto ciò che il personale tecnico o il datore di lavoro vuole sentirsi dire. Quindi è sempre meglio essere molto generosi nel descrivere le esperienze precedenti e bisogna anche saper nascondere bene e senza troppa presunzione i difetti, possibilmente trasformandoli in pregi.
Per esempio: “Spesso sono troppo meticoloso al lavoro”…
Dopo la breve presentazione generalmente si passa alle domande più difficili riferite a come vi comportereste in certe situazioni o come vi siete comportati in passato.

Le domande
Eccovi alcune delle domande possibili:

“Describe a situation where you felt a team member was not helping you. How did you react?“
“Descrivimi una situazione in cui hai trovato un collega che non ti ha aiutato. Come hai reagito?”

“Describe a situation where you were able to help a colleague. How did you help him/her? “Descrivimi una situazione dove sei stato capace di aiutare un collega. Come lo hai aiutato/a?”

“How do you handle stress/pressure?”
“Come riesci a gestire lo stress?”

Queste domande possono essere come fulmini a ciel sereno se non si è preparati.
Non è per nulla facile rispondere a queste domande infatti, soprattutto se non si ha esperienza. Domande come queste vengono fatte in qualsiasi tipo di colloquio.
E’ necessario che l’esaminatore abbia la certezza che la persona che ha di fronte sia in grado di gestire lo stress.
Date quindi sempre l’impressione che in qualche modo lo stress vi aiuti a mantenere un certo rigore, a rispettare i tempi serrati, ecc.
E’ dunque essenziale avere la risposta pronta e non dire mai di non saper utilizzare o di non conoscere qualcosa che vi viene richiesto.
Non tentennate, mostratevi curiosi, dinamici e perspicaci! Cercate ti trovare sempre una via d’uscita anche quando la domanda non vi è chiara cercando di non dare la sensazione di arrampicarvi sugli specchi.

In bocca al lupo!
E se avete curiosità sui vostri primi colloqui all’estero scrivetemi su thoughtless@vivibene.org


www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

A proposito dell'autore

Scrivi