Si è fatto un gran parlare nelle ultime settimane della presunta tossicità delle sigarette elettroniche e di futuri interventi da parti di alcuni organi preposti alla salute del consumatore per ostacolarne la vendita.
Per fare chiarezza e scoprire se è vero che le sigarette elettroniche fanno male quanto quelle tradizionali riportiamo un estratto da una rassegna realizzata per l’Agenzia Nazionale per la Prevenzione (www.prevenzione.info) da esperti che aggiornano costantemente la documentazione scientifica su Tabagismo e problemi fumo-correlati (www.treatobacco.net) attraverso una disamina accurata della letteratura scientifica mondiale.

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Cosa sono?

Le “ENDS” (Electronic Nicotine Delivery Systems), meglio conosciute ed usati come “sigarette elettroniche” (ma il termine più appropriato sarebbe quello di “Vaporizzatori”) sono di vari tipi. In ciascuno di questi prodotti vi è una grande variabilità dei componenti, delle emissioni e delle caratteristiche di utilizzo.
Alcuni somigliano a sigarette (cigalike), mentre altri (new-generation) hanno atomizzatori ricaricabili e batterie ad alta capacità.
In comune hanno: un generatore di aerosol, un sensore di flusso, una batteria e un’allocazione per un contenitore di una soluzione con (o senza) nicotina.

Funzionamento

Diversamente dalle sigarette tradizionali, le e-cigarette non bruciano tabacco. Vaporizzano un liquido contenente un gel, solitamente glicole propilenico e glicerina, in una miscela al 70 e al 30%, nicotina (solitamente ma non sempre), aromi e altri additivi. Il liquido è contenuto in una cartuccia con annesso atomizzatore oppure, in contenitori ricaricabili. Quando l’utilizzatore aspira dal bocchino, si attiva una resistenza che si scalda, vaporizzando il gel in un vapore che può essere inalato.

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Cosa contengono?

I principali composti sono: glicole propilenico (PG), glicerina e nicotina.

Come si assorbe la nicotina?

Alcune e-cigarette non contengono nicotina, ma la maggior parte si, o sono comunque in grado di erogarla (questo vale per i prodotti che dispongono di contenitori ricaricabili).
Fattori come l’esperienza degli utilizzatori e le tecniche di puffing svolgono un ruolo importante nella erogazione di nicotina, tale che alcuni raggiungono gli stessi livelli ematici di nicotina dei fumatori di tabacco.

Fanno male sì o no?

Il vapore della e-cigarette contiene un certo numero di composti potenzialmente tossici, ma a livelli di gran lunga inferiori a quelli del fumo di tabacco; questi includono le nitrosammine specifiche del tabacco, idrocarburi policiclici aromatici, formaldeide, acetaldeide, e acroleine, particolato fine e ultrafine, cadmio, piombo e nichel, particelle di silicato, cis-N-ossido, trans-N-ossido, miosmina anatabina e anabasina.
La cito-tossicità dei liquidi contenuti nelle ricariche delle e-cigarette è stata testata in diversi studi. E’ stato rilevato che il grado di citotossicità in cellule embrionali e adulte era correlata al numero e alla concentrazione delle sostanze utilizzate per aromatizzare i liquidi, piuttosto che al contenuto di nicotina.

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Il vapore “passivo” fa male?

Il vapore emesso da una e-cigarette espone la gente, che condivide una stanza con uno che la utilizza, ai contaminanti, inclusa la nicotina, il microparticolato e gli idrocarburi. La variabilità del contenuto dei prodotti, dei dispositivi e delle emissioni suggerisce che alcuni producono una esposizione alle sostanze tossiche di basso livello, mentre altri possono comportare rischi maggiori.
Complessivamente, i rischi per la salute appaiono decisamente inferiori a quelli causati della esposizione al fumo di tabacco in ambienti confinati.

Servono per smettere?

Vi sono delle evidenze da report di casi clinici, indagini su utilizzatori di e-cig e due studi randomizzati controllati sul fatto che le e-cigarette possono aiutare alcuni fumatori a smettere, ma i trial hanno presentato lacune per via della scarsa affidabilità del prodotto e della consistenza statistica ai fini di una prova robusta sulla efficacia nella smoking cessation.
Le e-cigarette possono incoraggiare la cessazione nei fumatori che non hanno intenzione di smettere e aiutare chi desidera smettere.
Alla stregua dei prodotti in commercio sostitutivi della nicotina, sarebbero in grado di alleviare i sintomi dell’astinenza.

Riducono il danno del tabagismo?

Le e-cigarette potrebbero essere un’alternativa al consumo di tabacco combusto per chi non è in grado di rinunciarvi o che non ha avuto successo con i prodotti a base di nicotina.
Tuttavia, è possibile che possano aumentare il danno se ritardano la cessazione in soggetti che le usano solo per gestire situazioni in cui non è possibile fumare, o che desiderano solo ridurre il danno fumando meno sigarette.

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Le sigarette elettroniche incitano a fumare?

Alcuni hanno espresso preoccupazioni sulla potenzialità delle e-sigarette di diventare un prodotto di passaggio per i non fumatori incentivandoli a diventare dipendenti dalla nicotina a tempo indefinito, per passare poi al fumo di sigaretta, e sul possibile coinvolgimento dell’industria del tabacco che potrebbe compromettere le azioni di prevenzione del tabagismo. Ma le scarse evidenze della letteratura scientifica ad oggi non permettono di sostenere queste preoccupazioni.

Che dire? Fate la vostra scelta!


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