di Naomi Giudice

Al grido di Roar di Katy Perry o dell’evergreen della Vecchia Fattoria ia-ia-oh, quella appena trascorsa è stata la stagione delle sfollate dell’Arca di Noè e del tripudio dell’animalier.
Tutte impellicciate in giaccotte di pelo ecologico, sufficientemente calde ed esageratamente sintetiche, con l’estintore tascabile in omaggio per scongiurare eventuali reazioni pirotecniche termosifone/torcia umana. Pellicciotti rosa di fenicottero o gialli canarino (Oh oh mi è semblato di vedelmela blutta!- è stata la reazione del portavoce di categoria Tweety) e velli di capre nostalgiche degli anni 90 col frisè alla Geri Halliwell, ma anche giacche di jeans imbottite di montone, frange di renna da rodeo (yi-haa!) e eschimesi in trasferta con cappucci cotonati effetto messa in piega over60 e stivali Ugg confortevoli come pantofole e tremendi, come pantofole. Il mondo ovino, ingaggiato come testimonial Gillette, ha battuto i denti tutto l’anno e Crudelia De Mon, furiosa di gelosia, ha dichiarato di voler tornare alla ribalta seminando il panico nella comunità Dalmata, costretta a invocare la tutela del WWF.

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Zebre e leopardi spalmati su ogni superficie tessile: leggins, scarpe, tappeti, tende, tovaglie. Mia nonna voleva ricamarci i centrini, per dire…
Tutte panterone da safari, maculate nell’anima, hanno messo la Savana in crisi d’identità: i leopardi soffrono di labirintite e le gazzelle ogni mattina si svegliano e non sanno se a rincorrerle sarà qualche belva affamata o qualche efferata fashion victim che fa jogging.
Sottovalutate mucca e giraffa: la prima perché troppo indaffarata con gli spot pubblicitari (specialmente quella che fa Mu Mu per un famoso budino al cioccolato), la seconda irreperibile e sempre con la testa tra le nuvole.

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A onor del vero il regno animale ha da sempre influenzato le mode. Si vestiva di e da animale l’uomo delle caverne per confondersi nella natura, Cleopatra indossava scarabei d’oro per anelli e l’ureus, copricapo regale, aveva la forma di serpente, Creta lancia la moda della coda di cavallo e del vitino da vespa e le dame del 700 ornavano le loro chiome voluminose con aigrettes e uccelli inamidati, fino ai giorni nostri, con il coccodrillo di Lacoste e l’aquilotto Emporio Armani, il levriero di Trussardi e il bassotto di Harmont&Blaine.
Caso a parte Roberto Cavalli, che il cognome non se l’è scelto.
Degne di nota le unghie a metraggio, elaborazioni contundenti di nail art, veri e propri artigli rapaci alla stregua dei più indomiti falchi pellegrini e aquile reali. Senz’altro utili per sfogliare agevolmente qualsiasi tipo di rivista e per fornire indicazioni stradali con precisione certosina.
‘’Che unghie lunghe che hai?’’ Son per grattarmi meglio –risponderebbe il lupo transgender di Cappuccetto Rosso. Unico intoppo: potrebbero crearvi problemi al check-in in aeroporto o comunque farvele passare come bagaglio a mano.

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Che dire poi dei gabbiani? Ali di gabbiano ovunque, e non mi riferisco a quelli sul mare nei disegni dei bambini nè a quelli che scorrazzano nervosamente in città tra i tetti e i bidoni dei rifiuti, ma a quelle sopracciglia sottiiiili sottili sottili e arcuate, che rendono ogni sguardo arcigno e immotivatamente fiero. Ahimè il risultato non è quello sperato di emulare il fascino superbo di Greta Garbo ma piuttosto di ricordare qualche professoressa di storia e geografia zitella coi gatti. A minare l’egemonia del pennuto sull’arcata sopraccigliare è sopraggiunta la top model Cara Delevingne che ha rilanciato la moda del sopracciglio wild genere zerbino Welcome!, incurante di ogni tipo di epilazione. Anche in questo caso va riportato un N.B. grande come una casa: non siamo tutte Cara Delevingne quindi tenete a mente che il rischio di sembrare piuttosto Frida Kahlo è dietro l’angolo.

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In circolazione anche esemplari di casco motociclistico con codino arricciato da suino e cover per smartphone con orecchie da coniglio, farfalle a go go impresse addosso come su un parabrezza i autostrada, gufetti portafortuna e filosofie di vita ‘’panda state of mind’’, felpe con i Bulldog e fotografie con i mici #instacat & #istameow. Eva ha scuoiato il pitone e ci ha fatto una cinta. Il pavone ha smesso di fare la ruota per aura che gli rubino le piume per farci i cerchietti per capelli.
Non manca più nessuno…O se non altro si è capito perché non si fanno mai vedere i due liocorni.


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