Il 23 settembre in tutta Italia uscirà il volume il romanzo grafico “I figli del capitano Grant” edito da Tunuè nella collana Tipitondi (disponibile in preordine sullo store Tunué) e realizzato dal grande talento francese Alexis Nesme.

Come avranno capito i più, si tratta della trasposizione a fumetti di un grande classico dell’avventura di Jules Verne, che fa parte della trilogia avventurosa che comprende anche i classici “20.000 leghe sotto i mari” e “L’isola misteriosa”.

Ciò che colpisce sfogliando il volume, oltre alla capacità dell’autore di restare fedele all’originale pur avendo scelto di trasformare i personaggi in animali parlanti in stile Disney, è lo stile con cui i disegni sono stati realizzati e l’accuratezza con cui sono stati resi i dettagli.
Nesme, del resto, ha lavorato come illustratore di francobolli per le Poste francesi e dunque ha sviluppato una minuzia nel disegno dei particolari davvero sorprendente.
Per saperne di più su questo fantastico autore abbiamo deciso di rivolgergli qualche domanda.

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Ciao Alexis, perchè Jules Verne?

Mi è sempre piaciuto il mondo di Jules Verne, sia quello rappresentato nei suoi romanzi che quello rappresentato nei numerosi adattamenti, ma a dire il vero la scelta è stata casuale. Avevo suggerito al mio editore un adattamento molto libero di Frankenstein con un amico scrittore ma scoprii che aveva già avviato una trasposizione di classici della letteratura a fumetti e Frankenstein era già stato realizzato. Mi ha chiesto quindi di trovare un altro romanzo da adattare per la collezione. Questo mi ha consentito di realizzare direttamente l’adattamento rendendo il tutto più interessante perchè mi ha permesso di realizzare oltre al progetto anche le diverse fasi di realizzazione e di scegliere autonomamente il taglio.

 

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La scelta di realizzare la copertina in puro stile Hetzel, editrice storica delle opere di Verne è stata una tua intuizione?
Sì, ho riprodotto il rosso e oro delle prime edizioni dei romanzi di Verne esattamente come nelle pagine interne ho riprodotto nello stile dell’epoca le carte marine e le iconografie. Ho insomma cercato di rappresentare appieno il mondo del XIX secolo.

“I filgi del Captaino Grant” è uno dei titoli più complessi di Verne in quanto si tratta di un lungo viaggio intorno al mondo, con scenari sempre diversi e molto distanti tra loro. Quali sono state le difficoltà che hai incontrato e come le hai superate?
La parte più difficile per me è stata di condensare la storia. Scegliere di adattare le tre parti in cui si divide il romanzo in altrettanti album (l’editrice Tunuè presenterà l’intera miniserie in un unico volume n.d.r.) ha significato rappresentare ogni volta un universo diverso e trovare delle conclusioni adeguate per ognuna delle tre parti. Si tratta di un sacco di cose da raccontare nelle 46 pagine a disposizione per ogni volume, anche perchè oltre a narrare la storia principale ho dovuto dedicare una parte del racconto alla storia e alla geografia dei paesi che via via i personaggi attraversano, informazioni che costituiscono, del resto, una parte importante del testo di Jules Verne.

Perché hai scelto di rappresentare i protagonisti sotto forma di animali?
Prima di cimentarmi con la rappresentazione illustrata di un romanzo avevo realizzato alcune schede con lo stile della pittura realistica per altri progetti, oltre ad aver disegnato alcune favole di La fontaine prendendo molto gusto a disegnare animali come rane, un cani o lupi. Nel progetto precedente, avevo usato personaggi umani ma leggendo Verne, che narra storie molto giovani con un un tono piuttosto insolito (una serie di avventure straordinarie in cui si passa da un pericolo mortale a sequenze di puro divertimento), ho subito visto i suoi personaggi come animali. Ogni volta che conoscevo un nuovo personaggio, in testa lo vedevo con la testa di animale. Questo mi ha permesso, utilizzando un disegno realistico, di rappresentare nel migliore dei modi questa eccentricità della narrazione. Ho iniziato a disegnare gli albi in modo abbastanza realistico e li ho terminati con un bel paio di volti caricaturali. Tuttavia non è stato così semplice lavorare sulle espressioni. Se infatti è stato piuttosto facile lavorare sulla realizzazione grafica dei grandi mammiferi che hanno di per sé una gamma abbastanza varia di espressioni per rappresentare le diverse emozioni che provano (paura, gioia, pace…), non lo è stato per niente con uccelli e lucertole che hanno gli occhi rotondi e oche espressioni. Questo è il motivo per cui ho trovato meno interessante disegnarli e spiega perché sono stati relegati al ruolo di personaggi secondari.

e6913786-d2de-40be-b75b-2f407d427a95Vi sarà mai un seguito? Realizzerai anche “L’isola misteriosa” e Ventimila leghe sotto i mari?
Dopo il grande lavoro su “I figli del capitano Grant”, ho voluto passare ad altri progetti, anche perché i due titoli che citi sono già stati adattati.

 

Ringraziamo per la cortesia dimostrata Alexis Nesme e concludiamo ricordando che il romanzo grafico “I figli del capitano Grant”, edito da Tunuè nella collana Tipitondi e disponibile in libreria dal 23 settembre costituisce uno di quei classici dell’avventura con cui sarebbe bello crescere, leggendo e rileggendo le gesta di un manipolo di eroi mossi da alti ideali: un concentrato di buoni sentimenti, azione e coraggio nel puro stile dell’Avventura, quella con la A maiuscola appunto.


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