Cari amici,
siamo giunti ad una nuova testimonianza per la consueta rubrica del lunedì Real Stories.
Oggi a raccontarci la sua storia è Valentina: 34 anni e un grande sorriso, sognatrice, ironica, riflessiva e anche molto paziente; Valentina è una persona capace di ascoltare gli altri e saperli “leggere” dentro. E’ una ragazza che ama la vita in tutte le sue forme e ama le sue passioni che la fanno sentire viva ogni giorno e le fanno riscoprire la semplicità di quelle cose di cui spesso ci si dimentica: come la bellezza della campagna della sua terra, la Puglia, alla luce di un mattino d’estate, o i colori freschi ancora sulle mani dopo una giornata di giochi coi bambini.

E’ una persona “speciale”, Valentina, una di quelle persone che si incontrano raramente nella vita, e quando le si incontra, pare di conoscerle da sempre, come fossero state sempre lì in attesa di essere ritrovate. Dicono che le “persone speciali” sono coloro che hanno una “marcia in più”, coloro che in qualche modo riescono a “parlare” alla tua vita, provocando riflessione, spingendoti a pensare, e anche nella sofferenza, sono quelle persone che non negano mai un sorriso e dalle quali si può imparare la saggezza del vivere in un piccolo gesto, e la gioia di stare al mondo, nonostante tutto ciò che di spiacevole possa presentarsi!
E Valentina è proprio una di queste rare persone, che della “cura” dell’anima, vuole fare la sua strada ed oggi ci racconta della sua convivenza con la Sclerosi Multipla, che nel bene e nel male le ha insegnato tante cose…

“Non so da dove iniziare, vorrei dire tanto, ma sto imparando a dire quel che basta e a fare ciò che mi fa star bene. Sì, perché ci voleva Lei per farmelo capire.
Sembra assurdo, ma mi ha dato una reale ragione per amarmi davvero. Non dico certo che sia facile, avrei preferito anche un altro tipo di segnale, ma va bene così. Non so se mi ha scelto lei o l’ho scelta io, non lo saprò mai, ma poco importa…
L’ho fatta davvero incazzare e per fermarmi, dopo mesi di tremolii sotto l’occhio, alla guancia, al labbro, notti insonni, pensieri confusi, parole a metà, inciampi fisici e del cuore, ha dovuto farmi venire una emiparesi facciale (a sinistra, perché a destra ci aveva già pensato 10 anni fa, ma è passato per un colpo di freddo).
È strano, dopo averne parlato altre volte e soprattutto nel mio corso di counselling, quasi mi pesa raccontare tutti i particolari, mi sembra di togliere linfa vitale al presente. Studio e imparo a vivere il “qui ed ora” e per una freudiana come me, ce n’è voluto!”
Scrivevo questo un anno fa, e oggi, so da dove iniziare ed ho imparato ad ascoltare più che parlare.
Le parole, le mille affollate parole, utilizzate per non sentire il dolore, per non attraversarlo, per non ammettere che mi sentivo sola e persa, mentre cercavo di nascondere rabbia e paura, hanno lasciato spazio a consapevolezza e accettazione serena. Ho superato molti dei miei limiti, dopo averli visti, riconosciuti e, soprattuttutto, perdonata, ho liberato la mia anima dalla gabbia della mente.
Ad oggi, continuo a curarmi seguendo i consigli della mia neurologa, sono decisamente stabile; a settembre sosterrò l’esame per diventare un counsellor e raggiungere un altro obiettivo…
Un anno fa, scrivevo: “Ho scelto di proseguire gli studi con il counseling per lavorare con le emozioni vive, che semplicemente hanno smesso di fluire e laddove c’è stata un’interruzione del ciclo di contatto con il proprio sé o con l’ambiente, guardare negli occhi un’altra persona e poterle dire: “ascoltati, concediti di concederti il giusto tempo per te, di respirare con le tue modalità, di perdonarti. Il grazie lo devi a te e nessun’altro e non c’è nulla di male a dirti “brava!””.
Cosa è successo di nuovo? C’è stato qualcun altro che ha riconosciuto nei miei occhi la forza della vita e me l’ha rimandata ancora più forte, questa è la vita: un dono inaspettato ogni giorno. Passione, ragione e azione danzano, non combattono più!
Siamo fiori che spuntano dalle crepe del cemento, è da lì che è entrata la luce giusta per me.
E poi, che sia un battito o tanti di più, li vivrò intensamente. Giorno dopo giorno, sempre.
Sono semplicemente felice e niente, nessuna scusa più potrà boicottare la mia felicità. È l’augurio che vorrei arrivasse a tutti.

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Valentina in una giornata di supplenza alla scuola materna

Per continuare a seguire Stefania e le sue storie, visitate il sito: www.flipout4ms.com e la pagina facebook dedicata alla salute e alla Sclerosi Multipla: www.facebook.com/flipout4ms.01
Se invece volete scriverle: stefania.unida@gmail.com


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