Come ogni lunedì, eccoci ad un nuovo appuntamento con Real Stories.
Oggi è la volta di Rebecca, 37 anni e una vita passata a condividere gioie e dolori con varie patologie per poi arrivare alla diagnosi di Sclerosi Multipla nel 2010. Rebecca, che fin da bambina si è ritrovata nel “club dei medici” senza volerlo, non si è mai arresa di fronte alle difficoltà della vita e ha continuato a coltivare le sue grandi passioni, come quella per l’arte contemporanea, di cui si occupa attualmente curando bellissime mostre, anche per mezzo della scrittura.
La sua è una storia breve, ma non per questo meno intensa, che descrive una grande tenacia, una volontà senza limiti, una donna forte che non si lascia sopraffare dagli eventi non piacevoli della vita. E quindi ecco a voi: la storia di Rebecca.

“Aprendo Facebook mi sono imbattuta in un articolo che parlava del blog di una giovane italiana, bella, forte e indipendente che ha fatto del narrare e condividere il suo rapporto con la malattia, un vero e proprio strumento terapeutico.
E così ecco la mia storia, cara Stefania, la condivido con te e tutti i lettori del blog.

Sono nata nel 1979, e già nel 1989, a soli 10 anni, mi ritrovai a convivere con la scomoda compagnia del diabete di tipo 1 e con l’insulina di conseguenza. Il tempo poi mi ha fatta imparare a capire questa malattia e i limiti (pochissimi) che poteva portare, ma tutto proseguiva tranquillo.
Poi alla vigilia del mio 31esimo compleanno, Maggio 2010, cominciai a perdere la sensibilità e la forza al braccio sinistro e provavo dolori lancinanti alla schiena e nella zona cervicale. Dopo alcuni accertamenti fui ricoverata  con conseguente classico prelievo di liquor: esito malattia demielinizzante. Solo in seconda battuta il neurologo pronunciò la parola “Sclerosi Multipla”, ma io lo sapevo già.
Avevo letto articoli, spulciato online e rivedevo perfettamente i miei sintomi. Come molti altri, ho fatto fisioterapia saltando per vari centri cambiando le cure che mi facevano stare male, così arrivai al Copaxone. Due anni dopo mi fu diagnosticata l’endometriosi per cui sono stata operata già 3 volte e, ahimè, una quarta  è in previsione. Il colpo duro è stata l’isterectomia, perchè non mi sono più sentita donna, ma anche questo ormai è passato.

Scrivo tutte le mie patologie perchè loro insieme alla Sclerosi Multipla, fanno parte di me e conviverci non è facile. Non è facile sentirsi un peso, perchè, ammettiamolo, ho sentito tanti dire di sentirsi un peso per la famiglia, anche se nessuno ci accusa di essere tali. Non è facile convivere con le limitazioni della sclerosi: la stanchezza, i dolori, le emicranie, le parestesie, la fatica di fare, a volte, anche le cose più semplici.

A luglio compirò 37 anni, sono quindi 6 anni che la SM ha cambiato la mia vita, aprendomi a un’esistenza diversa, fatta di valori diversi, dove io ho capito tanto di me e delle persone e ho deciso di abbandonare ogni sentimento negativo per non appesantire ancora di più la mia vita.
Sono sempre stata emotiva, la sclerosi mi ha resa ancora più emotiva e suscettibile al pianto o ad alzare la voce, per questo cerco la tranquillità e persone che mi comprendano e capiscano quanto sia importante per me vivere in un clima sereno.

Non ho mai abbandonato la mia passione, l’arte contemporanea, e ancora mi occupo di mostre e articoli quando la salute me lo consente; lo faccio per non lasciarmi andare e magari scrivere invettive sulla malattia sui social o definirmi in modo scherzoso “sclerata”, quel dissumulare il dolore con lo scherzo è ancora più triste.

Siate sempre voi stessi e non consideratevi la malattia, è vero che abbiamo la sclerosi e in molti casi altre patologie, ma non possiamo permetterci di farci scivolare la vita dalle mani. Io ho ancora tante cose da imparare, sicuramente tante sfide da affrontare come tanti altri, qualche ostacolo in più sulla strada, eppure sono ancora viva e sono qui ora e vivrò al meglio per quello che potrò, ma sempre con determinazione seguirò il mio cammino.

Featured image: “Abbraccio”, opera di Elena Monzo, un’artista con cui Rebecca collabora, ma anche una sua grande amica. “E’ una ragazza forte che parla di donne forti e indipendenti, come noi.”, dice Rebecca.

Per continuare a seguire Stefania e le sue storie, visitate il sito: www.flipout4ms.com e la pagina facebook dedicata alla salute e alla Sclerosi Multipla: www.facebook.com/flipout4ms.01
Se invece volete scriverle: stefania.unida@gmail.com


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