Cari amici,
benvenuti ad un nuovo appuntamento della rubrica “Real Stories”.
Quando la sofferenza della malattia viene inserita in “racconti reali” 
diventa condivisibile e si può trasformare in una risorsa eccezionale. Attraverso questi appuntamenti, ho avuto modo di conoscere, seppur solo virtualmente, delle persone straordinarie e Massimiliano è senza dubbio una di queste. Oggi lascio questo spazio alla sua storia: 43 anni, ed un lungo susseguirsi di vicende mediche da quando di anni ne aveva 11 appena, fino ad arrivare alla diagnosi di Sclerosi Multipla. Il sorriso, però, a lui non manca mai e proprio del sorriso Massimiliano ne fa un’arma per combattere contro questa scomoda malattia.
In questa breve storia, ci racconta degli avvenimenti del suo 
passato e del suo presente. Un racconto di grande coraggio, che, attraverso le descrizioni e le emozioni da lui espresse, ancora una volta ci porterà a riflettere e ci darà una spintà in più per affrontare la malattia con grinta, determinazione e anche speranza.

Ciao a tutti, mi chiamo Massimiliano e vivo a Frosinone

Vorrei raccontarvi la mia vita combattendo contro la Sclerosi Multipla.
Tutto è cominciato nel lontanissimo 1987, quando a scuola frequentavo la 1° media. Una mattina, mentre stavo a lezione, cominciai ad accusare un forte mal di testa. Ad ogni battito del cuore sentivo come una pugnalata nel capo e così andai di corsa in ospedale con la mia famiglia per accertarci di cosa si trattasse. I dottori non capirono cosa fosse e così mi trasferirono a Roma d’urgenza al San Camillo dove mi fecero diverse visite per ulteriori accertamenti. Anche questa volta non videro niente di preoccupante e fui dimesso. Dissero che andava tutto bene, io ero nel bel pieno della gioventù.
Dopo circa 6 mesi accadde il dramma: la mattina del giorno dell’Epifania mi svegliai e scesi giù da mamma e le dissi che avevo molto freddo; lei mi rispose: “Hai freddo perchè stai in mutande e siamo in pieno inverno”, continuò dicendomi di tornare a letto e riposare ed io così feci. Erano le 10 quando un’amica mi venne a chiamare per fare i compiti; mia zia mi chiamò per avvisarmi e mia mamma non era in casa. Dato che nessuno rispondeva, mia zia decise di venire al piano di sopra dove stava la mia camera. Mi trovò steso in un lago di vomito e dato che non rispondevo ad alcuno stimolo, chiamarono l’ambulanza e mi portarono all’ospedale con grande urgenza. Lì accorsero tutti i miei parenti. Rimasi in rianimazione in coma per qualche tempo, e dovettero sottopormi ad una tracheotomia perchè avevo i polmoni pieni di catarro.

Dopo una settimana mi svegliai. Per me fu come se fosse trascorse solo una nottata, ma in realtà era trascorsa un’intera settimana. Mi trasferirono a Roma al Gemelli: arrivai lì in un pessimo stato con diplopia e catarro nei polmoni. Mi aveva colpito anche una semi paresi alla parte sinistra. I dottori mi rivoltarono da cima fondo e mi diagnosticarono la Sclerosi Multipla nel corso dei tre mesi. Trascorsi un intero mese a letto, poi ricominciai a camminare con il girello, proprio come i bambini. Nella sfortuna sono stato “fortunato”, perchè ho incontrato delle bravissime persone, che pur non conoscendomi mi hanno aiutato davvero tanto. Uscii dal Gemelli in perfetta salute non avendo più nulla dal punto di vista fisico. Facevo ancora cortisone, ma fisicamente stavo bene. Poi smisi ma dopo 6 mesi ebbi un’altra ricaduta che mi ha segnato tanto dal punto di vista fisico con una conseguente paresi. Tornai a casa quando ancora assumevo cortisone. Abbandonai anche la scuola perchè non potevo più scrivere e mi misi a lavorare: almeno non c’era bisogno di fare cose precise con le mani. Ho sempre fatto lavori pesanti che non avrei dovuto fare.

Nel 2001 conobbi un neurologo di Roma che lavorava all’Umberto 1. Lui mi fece fare inteferone beta-1a per tre anni. Vide che la SM non era avanzata nel corso degli anni e decise di sospendermi il farmaco. Ancora oggi non prendo nulla, a parte degli antidolorifici per i forti dolori che ho fin dalla gioventù. In tutto questo tempo trascorso in “compagnia” della SM, mi sono sposato ed ho avuto anche tre splendidi figli. Anche se da un anno sono divorziato voglio un bene dell’anima alla mia famiglia.

💜

Ragazzi questa è la mia storia! Buona fortuna a tutti. Quando si scopre di avere la SM non ci si deve buttare giù, ma bisogna reagire in modo positivo. Vedete, io ho reagito e ho avuto tante soddisfazioni. Vi voglio bene!

Ridete! quando si ride va bene tutto, un abbraccio!”

Per continuare a seguire Stefania e le sue storie, visitate il sito: www.flipout4ms.com e la pagina facebook dedicata alla salute e alla Sclerosi Multipla: www.facebook.com/flipout4ms.01
Se invece volete scriverle: stefania.unida@gmail.com

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Massimiliano :)


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