Avrete notato che da diverse settimane all’interno di vivibene è nata una nuova rubrica chiamata “Real Stories“, in cui di volta in volta si dà voce alle testimonianze di uomini e donne che convivono con la Sclerosi Multipla.
In realtà questo appuntamento, ormai divenuto fisso, è una costola del sito www.flipout4ms.com e l’autrice, che ha il grande merito di raccogliere le storie che voi leggete è Stefania Unida.

Stefania è una bellissima ragazza di poco più di 30 anni, di origine sarda ma trasferitasi ormai da qualche tempo in Inghilterra. Le sue esperienze nella bella Gran Bretagna ci sono già state raccontate nella rubrica “Live in uk“, ma Real Stories è un progetto diverso che vale la pena di spiegare. Per questo abbiamo rivolto a Stefania qualche domanda.

Ciao Stefania, prima di tutto raccontaci un po’ di te. Chi sei, da dove vieni e cosa fai oggi per vivere?

Ciao a tutti, mi chiamo Stefania e sono nata a Cagliari. Dal 2011 vivo nel Sud Est dell’Inghilterra dove lavoro come consulente biostratigrafa, cioè analizzo dei campioni di roccia che provengono da differenti parti del mondo e attraverso l’uso di un microscopio ottico cerco di definirne l’eta’. Un lavoro molto “geeky“: esattamente quello per cui studiai durante il dottorato.

Laureata, dottorata, e un lavoro che sicuramente fa invidia a molti, potremmo considerarti un cervello in fuga… (commenta simpaticamente)

Con l’espressione “cervello in fuga” si sottintende di solito una fuga ma io, sai, non credo di essere fuggita dalla Sardegna. Mi sarebbe anche piaciuto restare perché affrontare la vita in un paese straniero è sempre complicato ma forse nel 2011 era l’unica soluzione che avevo per poter svolgere il lavoro che più desideravo.

Flipout4ms è un sito che sta riscuotendo un notevole successo sia in termini di pubblico che per la serietà con cui vengono affrontate certe tematiche, quale credi che sia è il segreto del suo/tuo successo? E perchè hai deciso di chiamarlo così?

(Sorride) Sono innamorata della scrittura: la ritengo una nobilissima forma d’arte, ma anche una terapia. Scrivo fin da quando ero una bimba: ad appena 8 anni scrivevo lettere ad amici immaginari, poi nel giornalino della scuola, finché mio papà decise di regalarmi una macchina da scrivere. Ancora conservo il mio primissimo scritto battuto a macchina! (Sorride)

Quello fu forse il regalo più bello che ricevetti in tutta la mia vita. Solo l’idea di sedermi e trasformare in parole i miei pensieri mi faceva battere il cuore fortissimo. Sono sempre stata bravissima a scuola nei compiti di scrittura creativa e anche al liceo, fino a che con l’arrivo di internet iniziai a scrivere su siti e chat di varia tipologia. Scrivevo un po’ di tutto a seconda delle letture del tempo e a seconda di ciò che accadeva nella mia vita che purtroppo è sempre stata condizionata dai dottori. Ciò mi ha sempre ispirato in qualche modo ed ha reso i miei scritti sempre molto crudi ed emozionali. Flipout4ms è nato proprio quando sentii l’urgenza di condividere i miei pensieri pubblicamente con lo scopo di trovare persone che stavano vivendo simili esperienze. Decisi di chiamarlo così perchè il verbo “flip out” significa letteralmente flippare, sclerare in slang americano.

E’ vero, infatti penso che la tua scrittura diretta, e in altri casi al contrario volutamente ermetica siano una delle caratteristiche più belle del sito. L’altra è costituita dalla serietà delle tematiche che affronti. Come mai sei così interessata alla SM e a chi ne è affetto?

Come ti dicevo poco fa: ho purtroppo trascorso molto tempo tra un ospedale e un altro.
Fin da piccola avevo avuto problemi alla tiroide ed infatti a 22 anni venni operata proprio per questo motivo conseguentemente ad un sospetto di carcinoma rivelatosi poi purtroppo fondato. Pensavo stessi in ottima forma quando partii per l’Inghilterra, nonostante avessi dei tremori nella gamba sinistra. Pensavo si trattasse di stress post dottorato ma purtroppo dopo qualche mese dalla partenza, arrivò la neurite ottica all’occhio sinistro. Quello fu l’inizio di questa “avventura”.

Vuoi spiegarci di che avventura parli?

Dopo la neurite ottica si susseguirono una serie di accertamenti che per metà feci in Inghilterra e per metà a Cagliari. I tempi di attesa, infatti, sambravano molto lunghi e decisi di tornare in Sardegna. Fui ricoverata al centro SM di Cagliari (Ospedale Binaghi) a Novembre 2011. La diagnosi arrivò proprio sotto Natale: Sclerosi Multipla recidiva remittente. A quel tempo ti giuro che non avevo assolutamente idea di cosa fosse. Ne avevo sentito parlare così di sfuggita senza dare alcuna importanza a ciò che mi fu detto. Al momento della diagnosi, mi arrabbiai e pensai che i medici avessero sbagliato: dopo aver avuto un tumore era proprio l’ultima cosa che avrei potuto sopportare. Così visto che ero “in vacanza” in Sardegna, mi buttai su internet e cercai qualsiasi possibile informazione su tale malattia. Trovai poco e quello che trovai era deprimente, preoccupante, freddo. Così nel 2012 inziai a raccogliere i miei pensieri in un sito sperando che qualcuno potesse finalmente leggermi e magari scrivermi. Nel frattempo cercavo anche su facebook dei contatti con cui condividere i miei dubbi e sentimenti sulla SM ed dopo qualche tempo ebbi modo di conoscere “virtualmente” alcune persone, Erminia, Laura e Ilaria, che al tempo mi diedero consigli, idee e tanta ispirazione per continuare a scrivere.

Oggi si inizia la terapia col corty! Il dolore e la SM rendono noi combattenti solo più forti (più tardi, non subito magari!!) (Instagram, 24 Feb 2016)

Tornando alla tua rubrica, chi sono le persone di cui riporti le storie?

Grazie alla rubrica Real Stories ho avuto modo di conoscere delle bellissime persone che convivono con questa malattia. La rubrica è infatti uno spazio in cui persone di diversa età e di diverso background si raccontano senza censure. Sono appunto storie vere che suscitano emozioni, pensieri e offrono coraggio e un differente punto di vista al lettore perché è importante comprendere che la sclerosi non presuppone una vita limitata ma al contrario spesso ci apre gli occhi e il cuore, rendendoci più simili al nostro vero io interno.

Come affronti la tua vita dal giorno della diagnosi?

All’inizio è stato traumatico e per la prima volta affrontai a pieno l’incertezza. Avere la sclerosi infatti significa convivere con un sentimento di dubbio costante: una mattina ti svegli e stai benissimo, un’altra ti svegli con dolori in tutto il corpo. Non saprei come spiegarti meglio. Una componente molto importante è quella psicologica però. Ed è per questo motivo che ho sempre avuto l’idea di condividere, di diffondere idee, emozioni sulla malattia. Vivo la vita non pensando più al futuro, apprezzando ogni secondo e non mi curandomi più dei piccoli ed insulsi problemi di ogni giorno. Mi ascolto di più, anche se ancora non riesco a fermarmi come forse dovrei, di tanto in tanto, perché la vita corre e io corro con lei cercando di godere a pieno di quello che mi offre. La sclerosi è una compagna scomoda ma ci pone di fronte al dovere di saperci ascoltare.

Che cosa consigli alle persone che condividono la stessa malattia, in particolare ai giovani?

Ai neodiagnosticati ed in particolare ai più giovani consiglio di leggere tanto, di non abbattersi di fronte alla diagnosi e di perseguire le passioni, anche quelle più piccole, di viaggiare e continuare a fare progetti. Il sorriso è la migliore arma per combattere la Sclerosi multipla e le passioni, come quella della scrittura per me, sono fonte di tanti sorrisi! Quello che NON consiglio è rimarcare il male ed il dolore della malattia, anche quando è forte; cercate sempre di ridirezionare il pensiero su ciò che vi fa battere il cuore, che sia un film, che sia una foto sbiadita, che sia un libro, che sia il pensiero di un viaggio, che sia un amico di penna con cui condividere una parte della propria sfera privata.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Come ho detto prima, non riesco a focalizzarmi troppo sul futuro, ma ho dei progetti: uno è quello di continuare a scrivere e di far crescere il sito con nuovi posts, rubriche, racconti, ecc.

Finalmente nel mio habitat! (Facebook, 19 Mar 2016)

Finalmente nel mio habitat! (Facebook, 19 Mar 2016)

E quindi ora non vi resta altro che mandare le vostre storie a Stefania, che potete seguire sulla pagina facebook Flip Out 4 MS oppure direttamente sul suo sito www.flipout4ms.com!


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