In questo periodo dell’anno le vacanze al sole sono soltanto un lontano ricordo, sembra proprio il momento giusto per intervenire con dei trattamenti mirati che soltanto in assenza del sole possono essere eseguiti senza conseguenze. Sono davvero molte le donne soffrono di melasma, caratterizzato da un’eccessiva concentrazione di melanina in una circoscritta area della pelle del viso e che si presenta come una discromia marrone (più o meno grigiastra), di dimensioni variabili. La causa non è del tutto chiara, certo è che un ruolo determinante lo hanno gli ormoni ovarici, tanto è vero che in gravidanza o durante l’assunzione di farmaci estroprogestinici, si arriva addirittura al cloasma vero e proprio. Chi ha a che fare con un problema di questo tipo, noterà che l’intensità dell’inestetismo cutaneo è direttamente proporzionale all’esposizione ai raggi ultravioletti, pertanto è piuttosto normale che durante l’inverno si attenui sensibilmente, nonostante non riesca mai a sparire definitivamente. Proprio per tale ragione, è di fondamentale importanza schermare la pelle tutto l’anno tramite l’applicazione di una crema con uno SPF molto alto (50). La stagione invernale è quella ideale per sottoporsi a dei peeling, attraverso cui rimuovere lo strato corneo superficiale, che esistono di svariato tipo: quelli chimici epidermici (detti anche “dolci”), che sfruttano l’azione degli Alfa Idrossi Acidi (AHA) in una concentrazione che può variare dal 20% al 70% (competenza dell’estetista è utilizzarle fino ad una concentrazione del 30%, oltre diventa pertinenza prettamente del dermatologo), oppure quelli chimici profondi (detti anche dermici), che sono maggiormente efficaci per contrastare anche rughe e cicatrici, ma che purtroppo agendo a livello del derma lasciano la pelle arrossata per qualche giorno. Tra l’altro, l’inverno rappresenta il momento adatto anche per contrastare il melasma con trattamenti come la luce pulsata (che micronizza la melanina che successivamente viene rimossa dall’organismo) ed il laser (che provoca leggere abrasioni dermiche in grado di schiarire l’epidermide), anche se entrambe le tecniche non consentono comunque una definitiva scomparsa della macchia. Un ulteriore piccolo aiuto può arrivare anche dall’applicazione di creme contenenti principi attivi quali gli acidi ascorbico, azelaico, fitico e cogico, aventi la facoltà di bloccare alcuni passi nella sintesi del pigmento melaninico. Qualora si voglia far scomparire definitivamente la macchia dalla propria pelle, l’ultima spiaggia resta il make-up: soltanto ricorrendo al camouflage, ossia una linea specifica di prodotti iper-pigmentati e resistenti all’acqua, è possibile livellare la discromia cutanea al colore del proprio incarnato senza preoccuparsi più di nulla, anche fino a 24 ore dopo l’applicazione.

Testi tratti da “Manuale di Make-up professionale”
© ROSSANO DE CESARIS – Roma, 2013


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