di Occhialetto Rob

Partono bene i Glockenwise con questo Heat, in quello che sembra un sentiero un po’ diverso da quello finora battuto. E partono da un suono ridondante di echi Pop/Punk e pre New Wave.
I riferimenti abbastanza evidenti portano a gruppi seminali quali (su tutti ) Buzzcocks, Adverts e compagnia cantando, per arrivare ad atmosfere più riverberate e malinconiche di bands New Wave meno conosciute ai più, tipo Eastern Dark e chissà chi altro…
Inutile continuare la sequela di nomi che lasciano un po’ il tempo che trovano, seppur dando un minimo di riferimenti a chi riferimenti chiede. I ragazzi hanno le idee chiare e di questi tempi non è poco.

“Up To You” video ufficiale
Le bands sopracitate difatti sono inquadrabilissime spazio/temporalmente in terra d’Albione (E.D. sono australiani) tra il 1977 e 1980 più o meno. Evidentemente la personalizzazione del genere c’è e si sente nella pulizia della registrazione (a volte eccessiva invero) che pacificherà però le ire dei puristi e di chi è sempre pronto a gridare al revival sterile e inutile. La presenza discreta, ma essenziale di una “tastierina” Stranglers style (…è inutile non riesco a non fare collegamenti col passato…è inutile) dà quel tocco esotico che amalgama e rende accattivante più di un pezzo, così come le voci che si alternano spesso da un brano all’altro, tra il bassista Rui Fiuza e i due chitarristi Nuno Rodrigues e Rafael Ferreira.

“Heat” video ufficiale
Se quello che cercate acquistando un CD è l’estro, l’originalità o i nuovi Nirvana rivolgetevi altrove, ma non so in ogni caso se riuscirete a trovarlo. In caso abbiate invece bisogno di una mezz’ora di spensierato ossigeno pop spruzzato qua e là di afrori al gusto fish & chips, prendete questo disco e mettetelo nel lettore senza preconcetti, le emozioni non hanno bisogno di troppe parole…


PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

A proposito dell'autore

Scrivi