Grande successo per la presentazione delle nuove collezioni gioielli realizzate da Laura Bassan. Durante l’evento abbiamo chiesto alla giovane creatrice di introdurci nel suo mondo fatto di arte, fascino e bellezza. Quello che segue è la trasposizione della nostra intervista

Io amo i gioielli tribali.
Amo le atmosfere e le immagini che evocano, amo tutto l’immaginario culturale e spirituale, quasi magico, a cui sono associati.
Hanno il potere di rendere affascinante chi li indossa, quasi come se ci avvolgessero con un’aura esotica; un’aura che sa di influenze dimenticate.
Per “Petali”, l’ultima serie di gioielli che ho creato, mi sono lasciata sedurre da questo richiamo di mondi lontani, a me sconosciuti ma ammalianti, fondendo quello stile naturale e crudo a una più concreta geometrizzazione delle forme.
La pelle, materiale naturale e dai riferimenti primitivi, viene tagliata a mano e scelta appositamente, così da fondere texture, morbidezze e colori in una miscela studiata, che rivela lucentezza e tinte accese in alcune parti e e si incupisce in altre grazie all’utilizzo di materiale grezzo.
Utilizzando colori contrastanti e forme regolari e strutturate ho creato monili attuali, dai rimandi etnici e quasi floreali, grazie all’introduzione di piccole pieghe nella pelle che danno l’idea, appunto, di “petali” delicati, arricchiti, in alcuni casi, dal luccichio di polvere di carborundum, un minerale dal colore argenteo.

Ma i richiami ad antichi villaggi e popoli primitivi sono solo la superficie dell’enorme insieme di suggestioni a cui mi ispiro.
Adoro sperimentare e non riesco ad ancorarmi ad un solo materiale o a una sola tecnica o linguaggio, è da pochi mesi che ho creato il mio brand, eppure sulla mia scrivania si accumulano già tanti stili diversi.
La prima volta che ho provato a fare un ciondolo ero col mio ragazzo e stavamo giocando. Lui è scultore, e qualche anno prima aveva creato una serie di gioielli riciclando e fondendo forchette di plastica e scarti di plexiglass.
Erano bellissimi e stavo provando a copiarli, ma senza intenzioni serie, non credevo che poi avrei continuato; ho sempre amato collane, orecchini, bracciali, ma non ho mai pensato di farli.
Eppure, una volta finito il primo e aver visto che non usciva affatto male, l’idea di poter costruire qualcosa che poi avrei potuto indossare e portare in giro mi ha conquistata.
Il concetto di riciclo è fantastico a mio parere, riutilizzare materiali già esistenti e trasformarli in qualcosa di completamente diverso, renderli belli, preziosi.
Sono stata fortunata quando, lo scorso autunno, camminando lungo il fiume Meno, a Francoforte, ho trovato un piccolo tesoro per terra: un insieme confuso di scarti di acciaieria, ritagli di forme inconsueti, che hanno attirato subito la mia attenzione. Tutti i miei anelli sono partiti da lì.
Tolgo la ruggine, la terra, li pulisco e lucido prima di piegarli e dargli forme diverse, aguzze, quasi come “Lame”, il loro nome, nato nel momento in cui mi sono trovata a limarli su una mola, sentendomi quasi un artigiano medioevale.

La serie di collane “Alchimie” ha le stesse radici.
Si tratta sempre di riutilizzo di materiali già esistenti, ritrovati questa volta lungo una vecchia ferrovia.
Pezzi di metallo accartocciati su sé stessi, graffiati, provenienti da chissà dove. Sembravano pietre grigie dimenticate ma, guardandole attentamente, ogni forma era di per sé una piccola scultura.
Trasformare in prezioso qualcosa di povero, far nascere l’oro dal ferro, è una cosa che gli uomini e la magia hanno sempre tentato di fare.
È così che mi è venuta l’idea di ricoprire solo alcune parti con della foglia d’oro, bloccando questi gioielli nel mentre della loro metamorfosi.
Queste collane hanno un qualcosa di oscuro, eppure, appena indossate, catturano la luce grazie allo scintillio dell’oro, risultando molto luminose sulla pelle. FOTO COLLANE

Molto diversa invece è la collezione “Mondi”, che ricerca sfumature velate, rischiarate da nuance limpide e brillanti che richiamano superfici terrestri viste dallo spazio, con coltri di nuvole leggere o fiumi d’acqua nera a percorrerle.
Le collane sono grandi, coloratissime, e di un materiale particolare, il silicone, che però funziona straordinariamente bene: aderisce al corpo come una seconda pelle, adagiandosi e modellandosi grazie alla sua flessibilità e alla sua leggerezza.
La bellezza di questi gioielli è data sicuramente dai colori; un esplosione di azzurri luminosi, verdi delicati e rossi accesi che dopo l’inverno danno una sferzata di vitalità ideale per la bella stagione.
Le trasparenze marine di alcuni pezzi si scontrano con la forza dei colori del fuoco che scintillano su altri, rendendo la varietà di scelta ampia e fantasiosa.

Per info:
Facebook: Laura Bassan Jewels
Tumbrl: Laura Bassan Jewels
Mail: laura.bassan@hotmail.com


www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

A proposito dell'autore

Scrivi