I tacchi alti e le punte strette sono sicuramente nemiche del piede ma per realizzare danni importanti o irreversibili hanno bisogno di agire costantemente e per periodi di tempo prolungati,pertanto un piede che non presenta malattie o deformità potrà calzare senza danni anche tacchi alti e punte strette, giusto per una serata a teatro o per una cena importante, non certo come abitudine prolungata di vita. D’altra parte poche sono le donne che rinuncerebbero al piacere di utilizzare tacchi alti! Il tacco alto modifica completamente il modo di camminare rendendo la falcata più sexy, rende il bacino più sporgente accentua la differenza tra uomo e donna, la stessa incertezza dona un senso di gradevole fragilità molto apprezzata dagli uomini. Dunque tacchi sì ma con buonsenso, d’altra parte la maggior parte delle patologie del piede sono per lo più di natura genetica. L’intimo rapporto tra piede e scarpa ha un duplice aspetto: la scarpa con il tacco alto può fare evidenziare precocemente
patologie latenti del piede, mentre l’utilizzo esasperato del tacco alto può a sua volta indurre patologie anche gravi. L’altezza del tacco condiziona in modo matematico la quantità di peso che vogliamo venga trasferito sull’avampiede e sul retropiede. In condizioni normali è
consigliabile una distribuzione del 50% anteriore e 50% posteriore. Ciò si ottiene con 3-4 cm. di tacco. Interessante osservare che con 9 cm. di tacco il 100% di peso è trasferito anteriormente sui metatarsi. Più alziamo il tacco e più il baricentro viene portato in avanti. Questo giustifica la comparsa di dolore ai polpacci e alla schiena in soggetti che portano invece tacchi troppo bassi o nulli che male si integrano con le curve fisiologiche della colonna vertebrale.
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La zeppa non presenta particolari controindicazioni o differenze rispetto al tacco alto, l’unico inconveniente consiste nel fatto che se non costruita con materiali adatti può essere eccessivamente pesante e quindi interferire negativamente sul fisiologico meccanismo della deambulazione, quindi zeppe si purché “leggere”. Su questo tipo di tacco prevalentemente estivo si è detto di tutto e di più. Valgono parzialmente molte considerazioni già fatte per i tacchi alti in genere, pertanto come in ogni scelta dettata dalla moda se ne sconsiglia un uso esasperato e prolungato.
Come sempre il criterio di scelta deve essere quello del “ruolo” ovvero usare la scarpa di nostro gradimento nel luogo giusto, nel momento giusto, per la funzione giusta e per il tempo imposto dalle circostanze. Non dimentichiamo che anche la scarpa da ginnastica contiene una carica di attrattiva erotica come i tacchi altissimi e ben lo sanno i produttori cinematografici ed in particolare produttori di film per adulti nei quali il nudo femminile totale è sempre comunque rappresentato con calzature di questi due tipi, mai con un mocassino! I guai del piede come è noto, derivano in grandissima parte dall’uso di scarpe che spesso non sono adatte al ruolo e vengono scelte a volte solo per motivi estetici che per comodi e salutari criteri protettivi del piede. Per avere piedi sani e belli invece, è fondamentale calzare abitualmente scarpe comode e adatte alla reale forma del piede stesso, alle sue importanti funzioni di sostegno del corpo e di movimento. Non criminalizziamo affatto i tacchi alti che non danneggiano un piede sano ed aiutano ad evidenziare spesso precocemente patologie latenti che diventano così più facilmente curabili. Le donne corrono per tutto il giorno dalla casa all’ufficio, alla fabbrica o al mercato, usando spesso per troppo tempo scarpe strette e a punta, su faticosissimi tacchi che vanno oltre i canonici 3-4 centimetri e si meravigliano poi di sentire le loro estremità stanche e dolenti, e spesso non solo le estremità.
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Tutto il corpo, infatti, non può che risentire negativamente di una base instabile come quella di due piedi costretti a mantenere un equilibrio difficile in modo innaturale per troppo tempo ed in modo continuativo. Quindi nulla da eccepire nell’uso di tacco alto anche esasperato ma nel luogo giusto ed in modo non continuativo. Se invece sorgono problemi o dolori è forse il caso di consultare uno specialista per inquadrare correttamente i sintomi. E’ importante conoscere i nostri piedi, per imparare a salvaguardarne la salute e l’estetica. Composto da ben 26 ossa più innumerevoli articolazioni, parti molli e legamenti questa meravigliosa opera di architettura fatta di ossa piccole e resistenti, si muove su 33 articolazioni che ne fanno una straordinaria macchina di locomozione e di equilibrio per l’intero corpo, sono proprio queste giunture infatti a rendere il piede elastico e resistente e a consentirgli il movimento, il cui atto fondamentale è costituito dal passo. E’ bene inoltre sapere che il 90% delle deformità o problematiche del piede trova risoluzione prevalentemente in ambito chirurgico,dopo un’accurata e precisa valutazione clinica e strumentale, i risultati sono molto buoni. Quindi non bisogna rinunciare ai piaceri del tacco vertiginoso così come non bisogna sottovalutare eventuali sintomi o temere le conseguenti decisioni. La donna è decisamente più esposta alle patologie che colpiscono il piede, questo sia per motivazioni di tipo genetico legate al sesso sia per una dimostrata ormonodipendenza di molte deformità e patologie in questo importante apparato. Gli estrogeni ed il progesterone favoriscono l’insorgenza di molte malattie del piede così come pure le malattie di origine artro-reumatico, autoimmunitario e le disendocrinie, tutte situazioni notoriamente più diffuse nel sesso femminile. Queste situazioni morbose possono essere esasperate o insorgere più precocemente con l’uso della calzatura scorretta. L’alluce valgo è sicuramente la patologia per la quale veniamo consultati più frequentemente: trattasi di una deviazione dell’alluce verso l’esterno che procede in modo ingravescente fino ad alterare gravemente l’appoggio del piede, l’armonia dei metatarsi e delle dita. E’ molto importante comprendere che la problematica non è solo legata all’osso ma è una deformità complessa che comporta uno squilibrio muscolo tendineo che condiziona la crescita ed il posizionamento anomalo delle falangi e dei metatarsi. Non condividiamo quindi la sola correzione scheletrica (realizzabile con più di 50 tecniche!) ma riteniamo fondamentale correggere anche lo squilibrio delle parti molli associate. Siamo quindi avversi alla chirurgia “mini-invasiva” indiscriminata oggi molto di moda al meno che tale tecnica non sia una opzione in più alle altre metodiche in soggetti opportunamente selezionati.
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Utilizzando tecniche complete moderne è sempre possibile camminare subito con calzatura piana in buona autosufficienza anche operando i due piedi contemporaneamente. Anche il morbo di Morton e molto frequente: trattasi di un tumoretto benigno del nervo interdigitale tra 3°e 4° metatarso del piede che causa vivo dolore alle dita corrispondenti, non può regredire spontaneamente, deve essere asportato chirurgicamente con molta attenzione alla via di accesso chirurgica sulla quale esistono diverse scuole di pensiero. Noi usiamo una forma di accesso plantare particolare che rende praticamente nulli i disagi da cicatrice e permette di camminare subito. Le dita a martello sono frequentissime e praticamente associate a quasi tutte le altre deformità:molto fastidiose rendono più intollerabili le altre patologie. Le alterazioni della volta plantare come il piede piatto ed il piede cavo possono rendere precario l’uso di calzature e necessitano di una accurata valutazione clinica e strumentale prima di affrontarne la correzione che dovrà essere squisitamente personalizzata. Attenzione a non “cadere”dai tacchi alti ! Le conseguenze possono essere catastrofiche sulla caviglia causando gravissime lesioni legamentose della stessa ed importanti fratture.

Del Prof. Paolo Maraton Mossa
Direttore Scientifico
Centro Pilota di Chirurgia del Piede di Milano
Titolare della Cattedra di Ortopedia dell’Università di Lugano
Centro Pilota di Chirurgia del Piede di Milano
C.so Lodi 18 – 20137 Milano – Italia
Tel. +39 02 5515093 – Fax. +39 02 514191
paolomossa@piedeweb.it

Le foto sono tratte dal sito di shoegal www.shoeplay.it


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