La sessualità, rispetto a qualsiasi altra sfera dell’esistenza umana, rappresenta l’area più ricca e carica di emozioni, affetti e sentimenti, tanto da renderla origine di passioni, paure, divieti, tabù, produzioni artistiche. Nonostante oggigiorno le campagne per promuovere una corretta informazione circa la sessualità siano sempre più numerose, i falsi miti sul sesso sono ancora molto diffusi, specialmente tra i giovanissimi, i quali, tra l’altro, si avvicinano al sesso sempre più precocemente. Vediamone, e sfatiamone, alcuni:

– L’efficacia di un uomo come amante dipende dalle dimensioni del suo pene: tale preoccupazione per la grandezza dei propri genitali è tipica degli adolescenti e dei giovani e provoca spesso penosi confronti e dolorosi evitamenti di rapporti. Deve, invece, essere chiarito come la soddisfazione della donna non dipende dalla grandezza del pene del partner, ma da tutte una serie di variabili, di cui quelle cognitive sono le più importanti. Questa preoccupazione trova la sua controparte in quella femminile riguardo le dimensioni dei seni. Anche in tal caso la paura è ingiustificata poiché le preferenze degli uomini variano ampiamente per tutta la gamma possibile dei seni femminili.

– L’autoerotismo praticato troppo frequentemente può causare indebolimento dell’organismo, della libido o addirittura malattie mentali: questa convinzione è priva di ogni fondamento fattuale. E’ impossibile stabilire una soglia di “frequenza” superata la quale si cadrebbe nell’eccesso, e ogni persona ha un proprio ritmo personale che non è confrontabile con quello degli altri.

– Un rapporto sessuale riuscito deve comportare un orgasmo simultaneo nei partner: questa convinzione ha creato molti problemi tra le coppie. Non esiste una definizione del rapporto ottimale, ogni sua forma è valida purché piacevole per entrambi. Un orgasmo simultaneo può essere ricercato e provato come esperienza nuova e alternativa, ma sicuramente non inseguito in maniera ostinata per raggiungere una perfezione illusoria.

– L’alcol è uno stimolante sessuale: esso, in termini farmacologici, è una sostanza deattivante che, in una prima fase agisce come disinibitore e può quindi apparire come rimedio contro la timidezza, le paure o altre inibizioni che ostacolano il contatto fisico. Tuttavia, in un secondo momento, il suo effetto inibitorio si diffonde sull’intero sistema nervoso, ostacolando la prestazione sessuale e, se assunto in grandi quantità, impedendo l’erezione nell’uomo e riducendo le possibilità di orgasmo nella donna.

– Esiste un periodo assolutamente sicuro per non correre rischi di gravidanza: dal momento in cui non tutte le donne hanno un periodo di ovulazione costantemente regolare, e anche coloro che lo hanno possono talvolta disregolarsi, i calcoli in base ad esso sono fortemente inattendibili.

Queste false convinzioni non sono da sottovalutare, poiché spesso contribuiscono ad alimentare l’ansia e le paure sottostanti alle più comuni disfunzioni sessuali. In questi casi rivolgersi ad un professionista, psicologo e/o sessuologo, può essere utile per comprendere meglio le proprie reazioni emozionali e i propri comportamenti adattivi o disadattavi, e, conseguentemente, imparare a vivere una sessualità più serena e appagante, abbattendo barriere e tabù che limitano il nostro benessere.

A cura della Dott.ssa Linda Veronese, psicologa clinica.
linda.veronese@ordinepsicologiveneto.it


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