10 mila ragazzi tra i diciotto e i 28 anni sono stati tenuti d’occhio dalle sedi francesi, italiane e spagnole di AdottaUnRagazzo, la piattaforma web e app di incontri on-line, per capire come le nuove modalità di approccio abbiano cambiato non solo le regole dell’attrazione, ma anche la dinamica delle relazioni. Naturalmente, l’indagine non ha alcuna pretesa scientifica ma, fornisce un quadro decisamente originale sul mondo dei millennials e la loro sfera affettiva.

Una ricerca condotta da un noto settimanale francese nel 2008 evidenziava che “les amours des vacances” avevano una durata media che andava dalle due settimane ai due mesi. Insomma, il fuoco magico delle onde del mare al chiar di luna si spegneva al rientro in città, e spesso anche prima. Nel 2016, nell’era dei millennials, AdottaUnRagazzo rileva che la situazione è completamente ribaltata. Oltre il 50% delle relazioni nate sulla piattaforma, sembrano infatti resistere più dell’abbronzatura. E andando a intervistare i diretti interessati si capisce il perché.

1.     Normalmente le relazioni, on-line nascono prima della partenza. Oltre il 30% delle persone intervistate aveva già cercato e, anche se “virtualmente”, conosciuto i potenziali partner che vivevano nel luogo prescelto per le vacanze. Di questi, il 10% dei maschietti ha scelto come località per le ferie proprio la residenza della ragazza che aveva conosciuto on-line.  Questo, anche se toglie tutta la poesia del “coup de foudre”, significa che i ragazzi hanno abbandonato l’idea della vacanza “vitellona”. Al contrario, preferiscono – e a volte questo è più importante della destinazione – andare dove ci sono potenziali partner con cui in qualche modo il discorso è già avviato.

2.     Le relazioni on-line, anche quelle pre-ferie, cominciano meglio. Quella sorta di velo che il “virtuale” pone fra due persone, dai millennials viene percepito come una sorta di liberazione. Da rituali di corteggiamento preconfezionati, da competizioni con gli amici e da “ansie da prestazione”.  In parole povere, proprio perché la carica di aspettative è minore, le persone tendono a mostrarsi in maniera più autentica. Non vivono più l’approccio della competizione sportiva per cui, prima della chiusura del locale, era indispensabile arrivare al dunque.

3.     Le vacanze diventano uno spazio per conoscersi meglio. Per capire se quella prima conoscenza nata sullo smartphone può essere approfondita, confermata e – possibilmente – ampliata.  La relazione vacanziera, quindi, non nasce più con la data di scadenza, ma come un passo attraverso il quale coltivare qualcosa di più profondo e duraturo.

4.     Sesso? Il più possibile. Ma possibilmente con lo stesso partner. Il 35% degli intervistati ha dichiarato che l’eros estivo è fondamentale e che se la “chimica” del corpo non corrisponde alle affinità intellettuali la relazione ha poche chance. Ma, se invece è così, farlo con lo stesso partner regala rapporti che, volta dopo volta, diventano più intensi e appaganti. Solo il 10% è ancora ancorato al “collezionismo sessuale”. E la percezione è la stessa sia per gli uomini che per le donne.

5.     E quando arriva settembre? Il 25% degli intervistati ha dichiarato di voler portare avanti una relazione a distanza. E’ un’esperienza che hanno già provato e non la definiscono limitante. Il 20% invece sta già programmando di avere una relazione parzialmente a distanza. Approfittando delle offerte dei voli in bassa stagione e prefigurando almeno un incontro ogni due settimane.  L’8% sta invece già tentando una soluzione per annullare le distanze e diventare parte di una coppia vera e propria. Solo il 12% risponde con un generico “chi vivrà vedrà”.

Chiudiamo con una dichiarazione raccolta direttamente sul campo. Chiara, 19 anni di Milano ha dichiarato: “il mondo delle app e dei social media  fa parte del mio quotidiano: è uno strumento con cui sono nata e cresciuta. Trovo quindi molto naturale usarlo anche per incontrare persone. Anzi, credo che possa ampliare considerevolmente il raggio delle opportunità e più della metà degli amici li ho conosciuti così”. Alla domanda sulle relazioni Chiara diventa più restia. Ma ci viene incontro una ricerca congiunta condotta dall’università di Harvard e di Chicago su 20mila coppie sposate negli USA. Il 40% di esse si sono conosciute on-line e il tasso di fallimento del matrimonio di queste coppie è inferiore di 2 punti percentuali rispetto a quelle che si sono conosciute in contesti tradizionali.  Infine, il tasso di soddisfazione delle coppie “on-line”, in una scala da uno a sette in cui sette è il rapporto perfetto, è 5,64.


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