A cura di Arianna Urbani

A soli 20 chilometri da Latina, ai margini dell’Agro Pontino, si trova il comune di Cisterna, confinante con Norma e Sermoneta.
Non particolarmente nota per le sue strutture architettoniche, seppure dalle origini antichissime, la cosiddetta “città dei butteri” raggiunge oggi un boom di visite nel periodo di apertura di quella che è stata definita “una fra le aree verdi più belle del mondo”.
Il bellissimo Giardino di Ninfa è un gioiello tutto all’italiana, definito dal New York Times “il giardino più romantico di tutta Italia”. Il paese di Ninfa, il cui nome sembra derivare da un tempio di età classica dedicato alle Ninfe, doveva esistere già durante l’epoca romana, ma fu durante la metà del VIII secolo che raggiunse il suo splendore: Papa Zaccaria lo ottenne in dono da Costantino V Copronimo come segno di riconoscenza per aver contrastato l’avanzata dei Longobardi.

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La zona fruttò fin da subito grande ricchezza per il Pontefice, che impose il pagamento di un pedaggio a chiunque volesse utilizzare l’unica strada divenuta praticabile per i traffici commerciali, in seguito alla chiusura delle adiacenti via Appia e Via Severiana, da tempo paludose.
Dopo essere passata di casato in casato per diversi anni, nel 1297 Ninfa venne acquistata da Pietro Caetani per circa duecentomila fiorini d’oro.
Inizio per Ninfa un periodo di grande prosperità: le mura vennero rinforzate, il castello ampliato e fu eretta la torre di 32 metri ancora oggi imponente.
Dopo ulteriori passaggi feudatari, nel 1369 Ninfa tornò nelle mani dei Caetani, acquistata dai Caetani di Fondi; solo dopo circa vent’anni Ninfa fu tuttavia protagonista di un assedio senza precedenti, durante la quale venne saccheggiata e completamente distrutta dalle città vicine, per non essere più ricostruita. Nel XVIII secolo di Ninfa non rimaneva più alcuna traccia.

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Fu solamente nel 1921 che Gelasio Caetani iniziò la bonifica della zona ed il restauro di alcuni ruderi di Ninfa, in particolar modo dell’antica torre, per farne una residenza estiva.Leila Caetani, figlia di Roffredo, fu l’ultima rappresentante della famiglia Caetani, che dopo oltre settecento anni estingueva il suo casato: prima della sua morte, tuttavia, consapevole dell’assenza di eredi, la donna diede vita alla fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta, che ancora oggi si occupa del parco.
L’attuale giardino, della grandezza di otto ettari, è un tripudio di flora e fauna: sono ospiti al suo interno oltre un migliaio di piante, ruscelli e dal caratteristico fiume Ninfa, che prende origine dall’omonimo laghetto e che scorreva, fino agli anni della bonifica, per oltre 40 chilometri nell’Agro Pontino prima di gettarsi nel Sisto e sfociare tra Terracina e il Circeo. E’ qui, tra noci americane, faggi rossi, ciliegi penduli e molto altro ancora, che dal 1970 è nata un’oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel territorio di Ninfa: per questo, sono stati realizzati un impianto boschivo e un sistema di aree umide che agevolano la sosta degli uccelli e la nidificazione.

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L’area si trova infatti lungo la traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli principalmente proveniente da Paesi africani.
Aperto soltanto in alcuni periodi dell’anno, raggiunge il suo massimo splendore a primavera, quando le piante, finalmente in fiore, colorano un’antica città ormai in rovina.


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