Alta esposizione a modelli di fisicità eccessivamente magri e immagini corporee di ragazze filiformi, sono queste le principali cause che spingono giovani e adolescenti ad emulare le top model e questo, insieme ad altri fattori, può portare ragazze più vulnerabili a cadere, a volte, nelle patologie legate ai disturbi alimentari. Nutrimente Onlus, associazione per la cura e la prevenzione dei disturbi alimentari, sostiene che anche l’Italia come la Francia, dovrebbe pensare di adottare misure “anti-anoressia”, per contrastare la piaga dei Disturbi del Comportamento Alimentare. I dati rilasciati dalla World Health Organization parlano chiaro: i Dca sono la seconda causa di morte per le adolescenti dopo gli incidenti stradali. Saranno ben 192 gli eventi della Fashion Week 2016 e tutti gli occhi saranno puntati sulle supermodelle giunte nel capoluogo meneghino da ogni parte del mondo. Ma che influenza hanno le top model sulle giovani teenager italiane? Secondo gli esperti la continua esposizione a modelli di fisicità troppo magri o filiformi, espone una ragazza su 2 (47%) ad un forte rischio emulazione, ovvero un’attenzione particolare al cibo e al corpo che può trasformarsi in un’ossessione. Il peso diventa così il parametro di valutazione del proprio valore personale e in tale condizione la pressione mediatica può avere un effetto sull’insorgenza di comportamenti alimentari patologici.

È quanto emerge da un’indagine promossa da Nutrimente Onlus, associazione per la prevenzione, la cura e la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare, in occasione della Fashion Week 2016, condotta su un panel di 40 esperti di psichiatria, psicologia e medicina interna, per analizzare quanto peso abbia l’immagine corporea delle modelle nella vita delle adolescenti.

I dati rilasciati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mettono in allarme l’universo adolescente, ma soprattutto i contesti come il mondo della moda e della danza – afferma la psichiatra Sara Bertelli, presidente dell’Associazione Nutrimente Onlus Milano -. Sono molti i Paesi che hanno preso provvedimenti in tal senso: Israele per primo e di recente la Francia con la legge che obbliga le case di moda a richiedere un certificato medico alle modelle che ne attesti la buona salute ed un sano rapporto peso/altezza. Queste misure mandano un messaggio molto importante, che è quello di tutelare i soggetti più vulnerabili da un’esposizione elevata di ‘magrezza non salutare’. Le leggi anti-anoressia sottolineano l’esistenza di un problema e vanno nella direzione di prevenzione e tutela della popolazione a rischio (giovani, modelli, danzatori con personalità particolarmente vulnerabili alla prestazione e al giudizio altrui). Anche l’Italia è favorevole a prendere misure di prevenzione condivise contro l’anoressia nei settori più a rischio (o con popolazioni più a rischio) per contrastare il problema dei disturbi alimentari legati al contesto moda

I ricercatori, come la dott.ssa Lukács-Márton Réka della University of Transilvania hanno rivelato che, dove l’attenzione al corpo e la ricerca di una “perfezione” fisica risultino fondamentali per il contesto, è più facile che la persona ricorra a diete, eccessivo esercizio fisico o eventuale utilizzo di inibitori della fame, lassativi e diuretici. Ma se fino a pochi anni fa erano considerate patologie solo femminili, secondo la World Health Organization , oggi sono diffuse anche tra i maschi (10%), soprattutto nelle nuove forme dell’ortoressia (ossessione da alimentazione sana) e vigoressia (ossessione per il volume muscolare). Nel contesto della moda il cambiamento è già in atto: infatti si parla sempre più spesso di modelle “curvy”, ovvero dalle forme che non corrispondono ai canoni di fisicità imposti dal mondo della moda, ma che si avvicinano maggiormente alle misure reali delle donne. Donne che mandano un messaggio di accettazione del proprio corpo e di salute. L’orgoglio curvy come è stato definito, promuove il messaggio che per fare la modella prima di tutto ci vuole un fisico idoneo e sano.

I dati esposti sottolineano come soprattutto in giovane età, a causa dell’ossessiva ricerca di un fisico da copertina”, si incorra in regimi dietetici eccessivamente restrittivi – afferma il dott. Alberto Benetti, specialista di medicina interna e socio dell’Associazione Nutrimente Onlus -. Tale comportamento conduce a conseguenze mediche estremamente pericolose con il rischio di una alimentazione  anche qualitativamente restrittiva. Con l’eliminazione di alcuni alimenti che si ritengono potenzialmente dannosi si corre il rischio di carenze  vitaminiche e di oligoelementi che nel tempo possono dare sintomatologie spesso vaghe e difficili da ascrivere ad una patologia specifica. Questi sintomi spesso interferiscono con la ricerca di un corpo bello e sano ed accentuano i comportamenti alimentari scorretti. Inoltre, l’utilizzo di farmaci anoressizzanti è in preoccupante aumento: da integratori che interferiscono con il metabolismo basale fino al mercato parallelo di pseudo-farmaci vietati che facilitano la riduzione del peso aumentando il consumo calorico agendo anche a livello del sistema nervoso centrale”.

Ma la ricerca della perfezione fisica cosa provoca nelle adolescenti secondo gli esperti? Innanzitutto spinge le ragazze verso diete sbagliate (52%). Il nostro organismo è un sistema dinamico, complesso e intransigente che per mantenersi in buona salute richiede un perfetto equilibrio dei nutrienti che immettiamo con l’alimentazione. La carenza di uno o più nutrienti può condizionare l’intero sistema che potrebbe stentare a svolgere le sue funzioni e cioè fornire energia, costruire e riparare tessuti, regolare i processi metabolici. Al secondo posto si posiziona l’esercizio fisico eccessivo (47%), ovvero il voler strafare per restare in forma. E’ noto da tempo come un’attività fisica eccessiva sia strettamente correlata a notevoli effetti negativi, con ripercussioni su tutto l’organismo. Molteplici studi hanno evidenziato, invece, come un esercizio fisico adeguato produca rilevanti effetti benefici a livello di vari organi e apparati. L’utilizzo di inibitori della fame, lassativi o diuretici (35%) è un’altra conseguenza dell’ossessione per la propria forma fisica. L’utilizzo di medicinali viene visto come una scorciatoia in molti casi, che permette alle ragazze di perdere peso mediante dei metodi che rischiano di rovinare la salute della persona.

Diete sbagliate, sport eccessivo e utilizzo di inibitori della fame sono la conseguenza principale del fatto che ben il 47% delle ragazze appassionate di moda cerchi di emulare le top model. Secondo gli esperti nel 24% dei casi la fascia più colpita è quella che va dai 19 ai 21 anni, seguita dalla fascia di età tra 15 ai 18 anni (21%) e dai 22 ai 25 anni (14%). Si tratta di una ricerca ossessiva di un ideale di magrezza non sano, dovuto anche a scelte discutibili dei colossi della moda che talvolta tendono a stereotipare le donne mostrandole come “angeli” di perfezione. Sul finire del 2015 i principali media di tutto il mondo hanno parlato della legge anti-anoressia adottata dal Parlamento francese: per le modelle che vogliono sfilare in Francia infatti, è necessario un certificato medico che attesti l’assenza di disturbi alimentari. In più le riviste che pubblicano fisici magrissimi, lavorati con Photoshop, devono indicare che si tratta di una “foto ritoccata”. Una manovra che secondo l’Associazione Nutrimente Onlus è per contrastare uno dei fattori di rischio dei disturbi alimentari, la pressione alla magrezza, legati alla moda da cui si potrebbe prendere spunto per modificare la situazione anche in Italia.


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