L’arte ha miriadi di declinazione e la sua essenza è spesso sfuggente. Semplificando e mettendo da parte canoni e tecniche, l’arte è qualcosa che riesce a colpirti, che dopo esservi entrato in contatto ti resta dentro e in alcuni rari casi, finisce col modificare la percezione stessa del reale.
Nelle nostre consuete peregrinazioni sul web abbiamo conosciuto Roberta Soru, un’artista molto interessante che, durante la sua carriera, non ha avuto paura di sperimentare tecniche visive diverse riuscendo a creare delle opere che per noi corrispondono esattamente alle qualità che abbiamo espresso.
I lavori di Roberta hanno la capacità di rimanere impressi nella memoria, riuscendo a investirti con la loro carica a volte provocatoria, altre erotica, in una parola: emozionale. Pensando di fare cosa gradita al nostro pubblico composto di amanti della bella e della buona vita e quindi dell’arte, abbiamo allora pensato di rivolgerle qualche domande per meglio tentare di inquadrarla come persona e come artista.

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Roberta Soru

Grafica, fotografa, modella, compositrice: come possiamo definirti?

Mi piace racchiudere il concetto in un’unica parola, anzi due: Visual Designer.
Mi piace rappresentare tutto ciò che è arte visiva.

Chi è Roberta Soru e quando ha capito quello che avrebbe voluto fare da grande?

Sono nata in Sardegna, precisamente a Tempio Pausania, 32 anni fa ma ho compiuto i miei studi di grafica a Roma, dove sono rimasta fino ad oggi.
Nel corso degli anni ho lavorato presso diverse agenzie come graphic e web designer tra Roma, Milano e Mosca. Al momento lavoro come freelance, principalmente nel campo del web design e partecipo a mostre di illustrazione in giro per la capitale.

Cos’è per te l’arte?

Forse suona un po’ scontato, ma per me l’arte è tutto ciò che mi da emozione.
Spiegarlo in un solo concetto è difficile, l’arte è soggettiva, un’emozione non può essere spiegata in poche righe.

Hai realizzato molte locandine e loghi aziendali: anche un logo può essere arte?

Secondo me sì. È l’arte di descrivere sé stessi, la propria azienda, l’identità in un simbolo. Per questo quando me ne viene commissionato uno cerco di entrare all’interno della cosa: mi destrutturo, mi metto nei panni dell’azienda, la studio è cerco di soddisfare le richieste del cliente usando la mia percezione delle cose.

Rappresenti spesso le donne ma sembri passare da un estremo a un altro in una dinamica che definirei noir per ispirazione. Donne molto dominanti o all’inverso passive ma sempre molto sensuali. Come mai?

Dipende da quale progetto sto seguendo in quel momento. Le illustrazioni di cui parli tu si riferiscono a due lavori importanti a cui mi sono dedicata molto: la violenza sulle donne e il foodporn. Mi fa piacere che traspaia la sensualità, sai mi ispiro molto al fumetto erotico italiano, settore nel quale ho lavorato, e a molti illustratori che ammiro.

Cosa facevi in ambito fumettistico?

Realizzavo le illustrazioni per la rubrica Happy Feet pubblicata all’interno di Blue la rivista di erotismo a fumetti della compianta Coniglio Editore.

11536038_943976872291559_183106988263677653_nHai introdotto un concetto interessante: quello di Foodporn. Cosa intendi con questa parola?

Siamo massacrati giornalmente da immagini di piatti, il cibo è la nuova ossessione tra festival, sagre, esposizioni moda etc… Il termine è stato coniato per chi ha l’ossessione di fotografarlo. Il cibo fotografato è ormai a tutti gli effetti un feticcio. Mi sono appropriata del termine per unire l’erotismo del fumetto a questo concetto di cibo/feticcio. Personalmente mi ritengo una foodies: adoro mangiare e cucinare, quindi perché non lavorarci artisticamente sopra? In fondo io ho trasformato una mia passione e dote in un lavoro vero e proprio. Quindi concentrarmi su un’altra mia passione e trasformarla in un lavoro artistico mi sembrava congeniale!

Quando e come capisci che un soggetto è giusto da rappresentare?

Quando un qualcosa mi colpisce. Non so disegnare con gli occhi ma con l’istinto e se qualcosa mi piace e mi crea emozione allora viene fuori da solo.

Quali sono le qualità che ritieni fondamentali per un’artista nella tua professione?

Di sicuro la curiosità.
Non bisogna mai perdere quella dote propria dei bambini di stupirsi davanti ad ogni cosa e sperimentare
.

Cosa ti riserverà il futuro?

Per adesso sto continuando a sviluppare il progetto foodporn. Non solo attraverso l’illustrazione ma anche con la fotografia e il cibo vero e proprio.

Auguriamo buona fortuna a Roberta Soru e la ringraziamo per la lunga intervista concessa. Ai nostri lettori, invece, ricordiamo che per entrare in contatto con la suggestiva atmosfera creata dalle opere dell’artista sarda basta visitare il sito internet www.fotographicart.it oppure si può visitare il blog:  www.fotographicart.blogspot.com

Infine per parlare direttamente con Roberta e magari acquistare le sue opere o stringere un rapporto professionale con lei, potete scrivere a: info@fotographicart.it

 

 

 

 


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