La tradizione orientale non concepisce il corpo come composto da parti separate. Ogni arteria, ogni organo sono parti del tutto, e la malattia altro non è che manifestazione di un cattivo funzionamento della totalità del sistema. Inoltre il corpo va sempre visto come integrato nel mondo esterno, nel suo ambiente naturale. Appare infatti impossibile capire, prevenire e curare la malattia se non si tiene conto proprio del rapporto fra l’individuo e l’ambiente, l’uomo e la natura. Le diverse filosofie che provengono dall’Oriente concordano che all’interno del corpo umano, al di fuori dei canali tradizionalmente studiati in Occidente, come le vie nervose, endocrine e del sistema immunitario, circoli un’energia universale che i cinesi chiamano Chi, i giapponesi Ki e gli indiani Prana. È molto difficile, tradurre nel linguaggio della scienza moderna, concetti che si sono sviluppati e sono stati tramandati, spesso verbalmente, nel corso di migliaia di anni. Si ricorre perciò a parole originali, il cui significato molto complesso, viene semplificato. Questo è il caso dei Chakra, termine che deriva dal Sanscrito e significa “ruota” e che già millenni fa veniva usato per indicare ipotetici vortici di energia roteante a forma di cono che si troverebbero all’interno del nostro corpo. Secondo la tradizione indiana, il corpo umano sarebbe attraversato perpendicolarmente da due correnti energetiche, una che sale e si chiama “Pingala” (di segno positivo +) e una che scende, di nome “Ida” (di segno negativo). Nei sette punti in cui queste due forze si incrociano, veri centri energetici, esse provocano una roteazione dell’energia. Questi vortici energetici costituiscono i Chakra, porte, in continua rotazione, attraverso cui entra nel nostro corpo l’Energia Universale, stimolandone le funzioni e generando la cosiddetta Aura. Quando questa energia circola liberamente, ci si sente bene. Quando è bloccata da disequilibri fisici o psichici, si creano carenze energetiche che possono manifestarsi come malattie. I Chakra, in altre parole, agiscono come porte girevoli, di connessione, attraverso le quali affluisce l’energia dall’universo circostante e dal corpo di un individuo a quello di un altro. Esistono Chakra maggiori e minori. I primi presiedono alla gestione delle funzioni più critiche dell’essere umano, mentre i secondi regolano i bisogni di tipo secondario. Per questo motivo, a seconda delle diverse scuole di pensiero, varia il loro numero totale, da 12 a 21. Tutte concordano, però, che sette di questi punti energetici sono considerati fondamentali e sono localizzati all’interno del corpo umano. Naturalmente, dato che ogni Chakra è associato a differenti parti del corpo, è possibile valutare il loro stato energetico e anche migliorarne la funzionalità.

A cura di Danilo Panicali


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