Si fa un grosso parlare della conservazione del cordone ombelicale, ma perché? È bene partire dal principio, per chiarire le idee ai novelli genitori che potrebbero trovarsi di fronte a questa scelta. Il sangue all’interno del cordone contiene una grande quantità di cellule staminale, che stando ai nuovi studi – e spesso anche a delle credenze – potrebbero, in un futuro non troppo futuro, costituire una vera e propria manna per la cura di alcune patologie per le quali, allo stato attuale, non ci sono delle vere e proprie terapie risolutive.

Il vantaggio costituito dalle cellule staminali presenti nel cordone sta nel fatto che sono diverse rispetto a quello che possono essere trovate, ad esempio, negli adulti: si tratta di cellule che hanno la proprietà unica di potersi riprodurre in maniera illimitata, differenziandosi in qualsiasi tipo di cellula. Per dirla in un linguaggio terra terra e non scientifico, ma comprensibili a tutti: le cellule del cordone possono trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula, e possono essere quindi sfruttate all’occorrenza proprio in virtù di questa loro incredibile proprietà. Da qui giunge il dubbio per i genitori: la conservazione del cordone ombelicale è una pratica necessaria, ne vale davvero la pena? Stando alle sue utilità, la risposta non può che essere affermativa.

Quali sono le vere utilità della conservazione?

Ma vediamo più nello specifico queste utilità di cui abbiamo solo accennato in modo sommario ed approssimativo. Allo stato attuale degli studi scientifici è stato comprovato che le cellule contenute all’interno del sangue del cordone ombelicale hanno un alto potere terapeutico, la cui efficacia è stata provata nella cura di malattie del sangue, anche non tumorali, per le quali non ci sono delle cure specifiche, ma solo delle terapie per rallentare il decorso della malattia. Alcuni esempi specifici: le cure a base di staminali sono risultate efficaci per la cura di linfomi, leucemie e anemie, cosi come per quelle che vengono definite in modo molto generale malattie metaboliche.

I programmi di ricerca, negli ultimi anni, sono proliferati, dando una vera e propria speranza per il futuro della medicina. Conservare il cordone ombelicale del proprio figlio, quindi, può essere un modo di pensare al suo futuro: facendo tutti gli scongiuri del caso, nel caso in cui dovesse averne bisogno per la cura di una malattia o di una specifica patologia, si potrebbe ricorrere proprio alle cellule staminali conservate, che hanno per l’appunto la specificità di differenziarsi in qualsiasi altra cellula.

Ai pro, si associano i contro

Ma ai pro, come spesso accade, si affiancano i contro. In primis, il monito della ricerca, con il Ministero che consiglia di donare il cordone per portare avanti gli studi sulle terapie alternative, piuttosto che conservarlo in modo egoistico e pensare solo ed esclusivamente al proprio figlio. È proprio per questo che in Italia non esistono delle banche del cordone ombelicale, non autorizzate, ed è indispensabile rivolgersi all’estero, e pagare diverse migliaia di euro, per garantire, forse, un futuro al proprio figlio. Che fare quindi? Agire egoisticamente, o pensare al futuro di tutti? La riflessione non può che essere personale e da ponderare con la giusta accuratezza.


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