1) Rivolgersi al proprio medico curante e al proprio ginecologo e allo psicologo di fiducia, se, dopo circa un anno di tentativi, non si è ottenuta una gravidanza o ci sono problemi di poliabortività

2) Farsi indicare il centro/i specializzato/i pubblici o privati più vicini, che si occupano di PMA

3) Condividere queste difficoltà con la rete familiare e sociale, ovvero non isolarsi

4) Non affidarsi a forum o chat che danno consigli medici, perché sono fuorvianti e non basati sulla scienza medica

5) Informarsi se nella propria regione di appartenenza si rientra nella fascia d’età che è riconosciuta per i Livelli Essenziali di Assistenza (ticket sanitario)

6) Chiedere una consulenza psicologica durante tutto il percorso PMA

7) Chiedere di poter avere un medico di riferimento per tutta la durata del percorso

8) Farsi aiutare dal medico e dallo psicologo del Centro PMA nel fare un bilancio nell’elaborazione dei vissuti e nel prendere ulteriori decisioni, in caso fallimento di un trattamento di PMA

9) Chiedere informazioni mediche e supporto psicologico nel prendere un’eventuale decisione circa una fecondazione eterologa

10) Nel caso di una risoluzione positiva del proprio progetto genitoriale, chiedere una consultazione con lo psicologo del centro circa ipotesi di donazione anonima dei propri gameti crio-congelati.

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