Quanto inquina una locomotiva, o meglio, quante sigarette bastano per inquinare quanto una locomotiva a gasolio? Soltanto cinque. L’esperimento, condotto dal dottor Roberto Boffi, pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori insieme al suo team di collaboratori della Tobacco Control Unit dimostra che le quantità di PM10, quindi le polveri sottili, prodotte da una locomotiva, sono pari a quelle rilasciate da cinque sigarette.

L’esperimento si è svolto allo stabilimento Marcegaglia di Ravenna.

Mentre un locomotore produce 350 microgrammi/metro cubo di PM10, una sigaretta produce 717 microgrammi/metro cubo di polveri sottili nello stesso lasso di tempo; quindi 5 sigarette inquinano quanto un locomotore a parità di tempo di emissione”, dicono i ricercatori dell’Istituto.

Il fumo passivo può essere qualitativamente addirittura più dannoso del fumo attivo, in quanto le sostanze tossiche e cancerogene emesse dalla sigaretta sono più concentrate nell’ariacommenta Boffi -. Questi esperimenti dimostrano che anche all’aperto una sola sigaretta può emettere una quantità di polveri sottili veramente notevole“.

stack-of-cigarettes

Interessanti anche i dati di una ricerca dell’Istituto, pubblicata sull’European Respiratory Journal, in cui è stato misurato l’apporto del fumo passivo (SHS) sull’inquinamento ambientale outdoor, messo a confronto con quello da traffico veicolare, in zona Brera a Milano è emerso che

Due analizzatori di particolato e due sensori della nicotina sono stati installati a Milano sui balconi al primo piano di due appartamenti in via Fiorichiari e in via Pontaccio e lasciati in funzione dalle ore 12,00 di un sabato fino alle ore 12,00 della domenica successiva – spiegano i ricercatori dell’Istituto -. Il consumo di sigarette e il livello del traffico sono stati misurati e valutati nei risultati. Dalle ore 20,30 alle ore 02,00 abbiamo contato un totale di 1.396 fumatori in Fiorichiari ed di 2.513 veicoli in Pontaccio”.

Nello studio abbiamo paragonato l’inquinamento di una strada molto trafficata del centro di Milano con una pedonale e caratterizzata da alti edifici che ne limitano la naturale circolazione dell’aria (strade di questo tipo vengono denominate anche “street canyon”).

Il risultato è stato sorprendente: nelle ore serali, cioè tra le 18 e le 24, la qualità dell’aria era peggiore nella zona pedonale rispetto alla zona trafficata, dato evidentemente correlato al fatto che, proprio durante quelle ore, si erano concentrati nella zona ad alta concentrazione di bar e di locali, il maggior numero di fumatori. Dopo la mezzanotte, invece, quando i bar e i ristoranti chiudevano, la qualità dell’aria migliorava fino a invertire i valori rilevati, che indicavano quindi una maggior presenza di PM nella zona trafficata rispetto alla zona pedonale.

“A fronte dei risultati ottenuti con il nostro studio, sarebbe decisamente auspicabile l’attuazione di norme che tutelino i non fumatori dall’esposizione al fumo passivo anche in ambienti all’aperto“, conclude Boffi.


PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

A proposito dell'autore

Scrivi